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Gotta: come riconoscerla e come combatterla

L’allungamento dell'aspettativa di vita e una dieta ricca di carne stanno causando una grande diffusione di questa patologia, che arriva a colpire il 2% della popolazione occidentale. Scopriamo come prevenirla

Gotta: come riconoscerla e come combatterla

“La malattia dei ricchi, degli oziosi,dei gaudenti, degli studiosi a tavolino e in generale degli uomini di cultura”: con questa semplice e chiara definizione un Anonimo descrisse come la gotta era considerata una malattia legata ad uno stile di vita caratterizzato da sedentarietà e da una dieta scorretta. Ovviamente una vita di questo tipo era tipica dei nobili e dei benestanti nei quali l’incidenza della gotta era molto alta; mentre, per un contrapposto stile di vita, era improbabile che un contadino potesse soffrire di questa patologia.

 

In cosa consiste e a cosa è dovuta

La gotta è caratterizzata dalla presenza di iperuricemia (cioè quando la concentrazione di acido urico supera i 7 mg/dl nell’uomo e  6 mg/dl nella donna) e dalla precipitazione dei microcristalli di urato monopodico a livello delle articolazioni, nei tessuti periarticolari e nel rene. Sono diverse le condizioni che possono determinare l’elevata concentrazione di acido urico;si può verificare infatti questa condizione in seguito a:

-          una ridotta eliminazione dell’acido urico tramite le urine (per esempio in caso di insufficienza renale)

-          l’assunzione di farmaci ( per esempio i diuretici e antiipertensivi);

-          fattori genetici

-          patologie come il diabete, l’ipertensione, l’obesità

-          eccesso di alcol

-          alimentazione ricca in purine

 In genere, le persone si accorgono di avere la gotta solo dopo l’insorgenza dei fastidiosi e dolorosi attacchi acuti (artrite gottosa acuta) che colpisce nel 70% dei casi l’alluce, ma può interessare anche l’articolazione del ginocchio, del polso, del gomito. L'attacco gottoso acuto è causato dalla precipitazione dei cristalli di urato monosodico nella cavità articolare che inneschano un processo infiammatorio responsabile del  dolore che andrà progressivamente crescendo, fino a costringere il paziente all’immobilità. Il dolore è così forte tanto che spesso non si riesce nemmeno a sopportare il semplice contatto con le lenzuola. L’articolazione si presenterà inoltre arrossata, gonfia e tumefatta.

 

Gli alimenti che favoriscono la gotta e quelli che la ostacolano

Tra i farmaci che vengono solitamente prescritti per bloccare la produzione nell’organismo dell’acido urico troviamo l’allopurinolo; ma al trattamento farmacologico è importante affiancare una corretta alimentazione la quale anch’essa rappresenta un valido mezzo per contrastare questa patologia. Innanzitutto è importante ridurre l’assunzione degli alimenti ad elevato contenuto in purine: frattaglie, molluschi, acciughe, estratti di carne, lievito appartenenti al gruppo di alimenti ad altissimo contenuto in purine (150-1000 mg). Cibi classificati invece ad alto contenuto in purine (50-150 mg) sono montone, vitello, tacchino, oca, merluzzo, sgombro, salmone, trota. Particolare attenzione deve essere data alla frutta, il cui contenuto in fruttosio può essere una ulteriore fonte per l’organismo per produrre acido urico, contribuendo così a peggiorare lo stato infiammatorio. Si consiglia infatti di non esagerare nell’assunzione di frutta, in particolare quella più dolce come banane, fichi, cachi, ciliege, uva, frutta secca. Attenzione ai dolci che sono anch’essi da evitare.  Alimenti invece con minore contenuto in purine ,ma che comunque devono essere assunti in quantità moderate sono : bue, coniglio, pollo, maiale, fagioli, piselli, lenticchie, spinaci, asparagi, cereali, latte, formaggi, uova, verdure. I cibi invece che si possono assumere liberamente sono invece quelli ricchi in amido, come il pane, la pasta e il riso. L’amido è capace di svolgere un’azione uricosurica cioè favorisce l’eliminazione di acido urico tramite le urine. Verdure crude ,carote, cetrioli, rape, finocchi, patate, fagiolini, cipolla sono i vegetali che possono esser tranquillamente mangiati. Da non sottovalutare è un adeguato apporto di acqua, da i 2 ai 3 litri al giorno, equamente distribuiti nell’arco dell’intera giornata. Una corretta idratazione favorisce sia la solubilità degli urati che la loro escrezione grazie le urine. Utile è l’addizione di bicarbonato nell’acqua il cui effetto alcalinizzante favorisce la riduzione della precipitazione degli urati a livello renale. Tra le bevande, è preferibile evitare non solo quelle zuccherate,ma anche quelle alcoliche, tra le quali ruolo decisamene negativo è svolto dalla birra la quale ha un effetto  iperuricemizzante maggiore rispetto al vino e ai superalcolici, probabilmente per il suo alto contenuto in guanosina. Attenzione anche al peso: la sua riduzione è basilare nella prevenzione della gotta.

di Valentina Schirò (biologa nutrizionista)

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