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Test genetici per contrastare l’invecchiamento cellulare

Nuovi test cellulari ed ematici per Individuare i “punti deboli” dell’organismo

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Test genetici per contrastare l’invecchiamento cellulare

Promossi dal Dipartimento di NutriDermatologia dell’Isplad (www.isplad.org), il Test Nutrigenomico e il Test Nutrilipidomico sono due validi strumenti per la lotta all’invecchiamento cellulare e per l’elaborazione di terapie individualizzate.

 

Il primo si effettua prelevando alcune cellule della mucosa orale attraverso un tampone strofinato all’interno della guancia, e facendole poi analizzare in laboratori specializzati. I risultati consentono di ottenere una vasta gamma di informazioni sulle predisposizioni  individuali, in particolare per quanto riguarda il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, la capacità di risposta infiammatoria, l’attività antiossidante, insomma tutto quello che in qualche modo può influenzare il buon funzionamento cellulare e favorirne l’invecchiamento precoce.

 

Inoltre il test è in grado di valutare l’attività di riparazione del DNA; in altre parole, la capacità dell’organismo di ripristinare i danni provocati da tutti quegli input esterni che possono insidiarne il benessere e accelerarne l’invecchiamento, come sole, inquinamento, stress ecc.

 

“Il patrimonio genetico non è modificabile” spiega Mariuccia Bucci, dermatologa e vicepresidente Isplad, “ma esistono cause ambientali in grado di indurre piccole variazioni del DNA che è possibile influenzare attraverso la dieta o con gli stessi integratori, introducendo specifiche molecole che vanno ad agire sulle alterazioni metaboliche delle cellule. Con il test genetico, quindi, il medico ha la possibilità di elaborare, attraverso software evoluti, i fattori genetici e quelli di rischio del paziente, e di aiutarlo a fare prevenzione con programmi personalizzati. È possibile, per fare solo un esempio, stimolare la riparazione del DNA con integratori a base di carnosina”.

 


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