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Sarò mica diventata allergica?

Il problema non compare solo in primavera, molti allergeni sono attivi anche durante la stagione fredda

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Rintracciare i colpevoli

“Se i disturbi non passano nel giro di 1-2 settimane, è utile rivolgersi all’allergologo e sottoporsi ai test”, dice la dottoressa Colombo. I più utilizzati sono i prick test, che consistono nell’applicare una goccia dei vari allergeni sulla pelle degli avambracci e, con un ago molto sottile, far penetrare sotto pelle le sostanze “sospette”. Gonfiori o arrossamenti in corrispondenza di una sostanza specifica confermano l’allergia.

Si pensa che le allergie siano un fenomeno tipico della primavera, invece sono diverse le sostanze che “colpiscono” solo o soprattutto in inverno.

“Esistono degli allergeni perenni, cioè presenti tutto l’anno, che sono però più attivi in inverno”, conferma la dottoressa Colombo, “come gli acari della polvere, il pelo degli animali (cani e gatti), le muffe (come l’Aspergillo), che possono crescere indisturbate anche nelle case più pulite”. Queste sostanze in inverno raggiungono concentrazioni molto elevate nelle nostre case perché si aprono meno le finestre, gli ambienti riscaldati favoriscono la proliferazione di acari e muffe, grazie anche ai serramenti moderni che limitano al minimo il ricambio d’aria.

Ci sono poi alberi che cominciano a fiorire già a partire da fine gennaio, a seconda delle condizioni meteo e dell’area geografica in cui ci si trova. I pollini degli alberi “più pericolosi” in inverno, sono quelli del nocciolo, della betulla, del cipresso, del carpino.

 

Cure e rimedi

Contro i sintomi delle allergie invernali dovute ad allergeni perenni, la scelta più efficace è quella di bonificare l’ambiente: eliminando le muffe che crescono nei locali più umidi come bagni e cucine o nel terriccio delle piante d’appartamento, aerando i locali o limitando gli oggetti d’arredamento dove proliferano gli acari (tappeti, divani in stoffa, tendaggi ecc.). I farmaci devono essere consigliati dal medico: “I più utilizzati”, dice la dottoressa Colombo, “sono gli antistaminici per bocca, gli spray nasali o bronchiali a base di cortisone, i broncodilatatori e gli antileucotrienici, per chi soffre d’asma”. Si tratta di farmaci sicuri ed efficaci che migliorano i sintomi e hanno effetti collaterali limitati, soprattutto se utilizzati solo per il periodo dell’allergia. Se i disturbi sono molto fastidiosi, si può ricorrere al vaccino, costituito da un estratto purificato dell’allergene. Può essere somministrato tramite iniezioni sotto pelle, con compresse solubili o gocce da mettere sotto la lingua, a dosi crescenti, per 4-6 mesi l’anno, per almeno 3-5 stagioni di fila. In questo modo si ottiene una graduale “tolleranza” dell’organismo alla sostanza che dà fastidio, riducendo i sintomi scatenati dalla presenza dell’allergene e, di conseguenza, la necessità di assumere farmaci. I vaccini devono essere prescritti dall’allergologo e la loro composizione deve essere scelta sulla base delle caratteristiche individuali.

di Stefania Rattazzi
PARLIAMO DI: allergie, allergeni, prick test,
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