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I nemici della fertilità maschile

Giovanissimi a rischio, anche per i comportamenti sessuali, ma in pochi si sottopongono a visite di controllo

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I nemici della fertilità maschile

Pc sulle gambe, saune no-stop, vita sedentaria e slip sono i nemici più insidiosi della fertilità maschile, perché provocano eccesso di calore ai testicoli, che influisce negativamente sulla spermatogenesi (la produzione di spermatozoi).
E, poi, i chili di troppo, che fanno aumentare la temperatura dell’apparato riproduttivo di ben 2 °C, il surriscaldamento terrestre e vivere nelle grandi città; sono tutti fattori sfavorevoli all’arrivo della cicogna.

 

È questo quanto discusso al recente Convegno su “Cambiamenti climatici e fertilità” in cui è stata presentata la prima ricerca che ha rilevato le variazioni di temperatura dei testicoli grazie a un minuscolo microchip adesivo collegato a dei sensori.
Senza dimenticare che il nemico numero uno della fertilità sono le infezioni, sempre più diffuse per comportamenti sessuali a rischio, soprattutto tra i giovanissimi.

Al bando le cattive abitudini

“Bloccare il surriscaldamento terrestre è piuttosto complicato – spiega Carlo Foresta, Direttore del Servizio patologia riproduzione umana (Spru) dell’Azienda ospedaliera Università di Padova e Presidente del Convegno – ma si possono mettere in atto alcune strategie per preservare la fertilità maschile evitando prima di tutto le cattive abitudini”.

Ridurre i chili di troppo, mettere uno zaino o un libro tra sé e il pc, alzarsi dalla sedia e camminare ogni tanto, preferire i boxer (traspiranti) agli slip e limitare il numero e la durata delle saune.
E se si vive in città? Si è poco fertili già a 20 anni. Tre indagini epidemiologiche italiane presentate al Ministero della Salute (nella speranza che possa agire in qualche modo per arginare il problema) hanno dimostrato che il numero di spermatozoi nei giovani italiani in generale è calato del 25% e il loro potenziale di fertilità se vivono nelle grandi città è più basso del 30% rispetto ai coetanei che vivono in provincia.
Solo 170 milioni di spermatozoi per i ragazzi metropolitani, che vivono cronicamente a contatto con i “distruttori endocrini” (smog e inquinamento), contro i 240 milioni di chi ne vive lontano. 

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