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Mal di testa: basta con inutili esami diagnostici!

Molti sprecano tempo in terapie sbagliate, mentre la strada giusta è: un esame neurologico ed eventualmente una Tac

Mal di testa: basta con inutili esami diagnostici!

Mal di testa? Basta una Tac per la diagnosi. Invece, si eseguono una sfilza di esami, troppi e inutili, che fanno solo perdere tempo prezioso. Il problema è che non sempre ci si rivolge subito a un centro specializzato per un approfondito esame neurologico supportato, eventualmente, solo da una Tac. Tutti gli altri fanno ritardare la diagnosi rilevando, fra l’altro, particolari irrilevanti che spesso spostano il focus dell’attenzione, instaurando terapie sbagliate con il rischio di cronicizzare la malattia che, invece, deve essere trattata al più presto. Inoltre, aumenta la tendenza all’auto-prescrizione da parte di pazienti insoddisfatti per cure inefficaci. Lo rivelano due studi presentati al Congresso “Focus on Headaches: update and upcoming developments” del Centro Cefalee dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.

La prima ricerca, condotta da sette centri cefalee della Lombardia su 600 persone affette da cefalea tensiva ed emicrania (due forme di mal di testa prevalenti, che corrispondono rispettivamente al 46% e al 14% dei casi) aveva lo scopo di verificare la gestione della malattia prima dell’arrivo dei pazienti presso il centro specialistico. Il risultato dell’indagine ha evidenziato che le cure approntate, sia  per il trattamento acuto, sia per quello preventivo, non erano assolutamente adeguate, confermando gli esiti di un altro studio più ampio condotto due anni fa in tutta Italia.

Ben l’83% dei pazienti non aveva, per esempio, mai usato un farmaco di profilassi, mentre questa strategia terapeutica può ridurre sostanzialmente il ricorso ai farmaci nell’attacco acuto, scongiurando anche il rischio di cronicizzazione.

La necessità di aggiornare i medici di medicina generale, eventualmente tramite contatti più diretti con i centri cefalee appare sempre più urgente e necessaria. L’importanza di una maggior competenza nella gestione del problema deriva anche dal secondo studio, condotto dall’Università delle Marche.

I ricercatori del centro cefalee marchigiano, analizzando 300 persone affette da emicrania senz’aura e giunte per la prima volta alla loro attenzione, hanno scoperto che questi malati erano già stati sottoposti dai loro medici curanti a una serie di esami che andavano dalla risonanza magnetica, alla Tac e all’elettroencefalogramma, quando erano sufficienti un corretto esame neurologico con un’attenta raccolta della storia clinica del paziente e un’eventuale Tac.

di Livia Zacchetti

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