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Come si identifica la gastrite da infezione

Dolori e bruciori di stomaco: non sempre sono sintomi di infiammazione della mucosa gastrica

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Come si identifica la gastrite da infezione

Se ascolti i discorsi sull'autobus, in fila al supermercato, dal parrucchiere, sembra che tutti soffrano di gastrite. E in effetti, ogni anno circa sei milioni di italiani vanno dal medico perché accusano dolori allo stomaco. Ma la diagnosi a volte è un'altra: semplicemente problemi di digestione per colpa dello stress, oppure di un'alimentazione troppo ricca di piatti "elaborati". La gastrite invece è un’altra cosa: tra le cause più frequenti c’è un batterio, l’Helicobacter pylori, che “lavora” in silenzio per anni tra le pieghe della mucosa gastrica, anche 10-15 prima che dia segno di sé. Non è ancora ben chiaro come questo batterio colonizzi la mucosa dello stomaco, è certa però la sua pessima fama perché, se non viene eliminato, può progredire verso patologie gravi, quali il tumore dello stomaco.

I sintomi più comuni sono acidità, bruciori e dolore allo stomaco, che si attenua mentre si mangia, e una nausea  lieve, ma presente tutto il giorno; la digestione è laboriosa, persino quando si mangia una semplice insalata.

 

Gastroscopia solo per pazienti a rischio

Per avere una diagnosi certa è necessario rivolgersi a un gastroenterologo. “Con grande sollievo di molti pazienti, non viene più effettuata di routine la gastroscopia”, chiarisce Dino Vaira, professore associato del dipartimento di Gastroenterologia e Medicina interna dell'Università di Bologna. “Se il medico lo ritiene opportuno, questo esame viene sostituito dall’analisi delle feci o dal test del respiro che hanno ormai un’affidabilità certa, provata da numerosi studi”.

La gastroscopia viene prescritta a chi ha più di 55 anni e presenta in famiglia casi di tumore gastrico. “In questi casi, oltre a scoprire la presenza del batterio, è utile osservare bene le pareti dello stomaco per escludere la presenza di una forma pre-tumorale”, precisa il professor Vaira. “Per questo durante l’esame viene fatta anche una biopsia, cioè viene prelevato un piccolo campione di mucosa dello stomaco”. Per limitare la tensione prima dell’esame, si può assumere un tranquillante almeno mezz’ora prima.

Durante la gastroscopia, il paziente è sdraiato sul lettino e non sente pressoché nulla, grazie al farmaco anestetico che viene spruzzato in gola. Tuttavia si può avvertire la sensazione leggero soffocamento: a provocarla è il sottile tubicino con la microtelecamera che viene fatto scorrere fino allo stomaco. È fondamentale non farsi prendere dal panico ma iniziare a respirare profondamente e pensare a qualcosa di piacevole. L'esame dura circa cinque minuti e occorre essere a digiuno da almeno sei ore. Nelle ore successive è consigliabile assumere cibi freddi e liquidi. 

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