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La celiachia non ancora diagnosticata e curata può causare infertilità

Alterazioni nella fertilità, aborti ricorrenti, parti pre-termine. Sono queste alcune possibili conseguenze della malattia

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La celiachia non ancora diagnosticata e curata può causare infertilità

Alterazioni nella fertilità senza un motivo spiegabile, aborti ricorrenti senza una specifica causa, parti pre-termine, ridotto peso del neonato alla nascita, diminuzione della durata del periodo di allattamento. Sono queste alcune possibili conseguenze di una celiachia non ancora diagnosticata o non ancora trattata con una dieta priva di glutine.

La celiachia è un’intolleranza al glutine, una proteina presente in molti cereali. Ha origine genetica ed è caratterizzata da una reazione immunitaria che porta a un’infiammazione cronica a livello dell’intestino con conseguente danno alla mucosa e scomparsa dei villi intestinali.

Spesso diagnosticare la malattia non è facile, perché oltre ai sintomi classici (diarrea, dolori addominali e gonfiore intestinale), la celiachia presenta anche dei sintomi “atipici” come anemia, scomparsa delle mestruazioni, cefalea, astenia, alopecia e alterazioni della sfera riproduttiva.

“Recenti studi evidenziano come la malattia celiaca non diagnosticata possa provocare alterazioni della vita riproduttiva di una donna non solo in termini di durata della vita riproduttiva stessa (menopausa precoce, menarca ritardato) ma anche in termini di fertilità e di andamento della gravidanza” conferma il professor Carlo Catassi, Professore Associato di Pediatria dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona. “Una donna sana ha circa il 10 per cento delle probabilità di abortire spontaneamente, mentre per una donna celiaca non diagnosticata il rischio può arrivare a raddoppiare. Il dato confortante è però che se la donna celiaca segue una dieta specifica, il pericolo di aborto torna ad essere pari a quello di una donna sana”.

Di conseguenza, sia di fronte ai sintomi tipici che a quelli atipici, bisogna pensare alla malattia celiaca e “cercarla”, aggiunge il dottor Giuseppe Caula, Specialista gastroenterologo presso l’Ospedale Martini di Torino: “I celiaci hanno nel sangue degli anticorpi che si possono individuare attraverso un semplice prelievo. In caso di positività occorrerà poi confermare il sospetto di celiachia mediante un esame istologico dei villi intestinali (la cui morfologia è alterata nei soggetti celiaci). Infine, va precisato che una dieta priva di glutine va prescritta solo dopo gli accertamenti, poiché il suo obiettivo è quello di riportare alla normalità la mucosa duodenale”.

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