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Calcoli nella colecisti dopo il parto

Le gravidanze possono favorire la formazione si questa sabbiolina?

Calcoli nella colecisti dopo il parto

Lisa ha partorito da tre mesi e avverte spesso un dolore al fianco destro, anche se leggero. Durante la visita di controllo, il suo ginecologo le ha suggerito di eseguire un’ecografia alla cistifellea, dicendole che potrebbe avere sabbia biliare o un calcolo. E che le gravidanze possono favorire la formazione si questa sabbiolina…

Il commento del professor FRANCESCO PIGNATARO, Specialista in Medicina interna e Diagnostica ecografia internistica e interventistica.


Concordo con quanto indicato dal ginecologo della signora Lisa. La gravidanza rientra tra le concause che por­tano alla formazione di “sabbia biliare” o anche calcolosi biliare. La “sabbia biliare” viene così definita perché ne ricorda la consistenza di quella del mare. È il primo step della concentrazione della bile: questa è una sostanza liquida che si accumula nella colecisti e che assume un importante ruolo nella digestione. Con il pasto, infatti, viene a determinarsi una contrazione delle pareti della sacchetta biliare (colecisti) e il liquido (bile) viene riversato nel duodeno (parte di intestino successivo allo stomaco). L'addensamento della bile che ha motivazioni legate al sesso (prevalenza femminile), alla familiarità, all'obesità e alla gravidanza, determina dapprima una sedimentazione della bile stessa - con la formazione della sabbia - e poi via via alla costituzione di veri e propri “sassolini”.


I sintomi
Non sempre la presenza di calcoli nella colecisti è sintomatica e sono più pericolosi i calcoli di piccole dimensioni (3-5 mm), in quanto possono incunearsi nella via biliare principale bloccandola e determinando una stasi di bile nel fegato o uno stop dei succhi pancreatici, con complicanze anche serie come la pancreatite. I calcoli grandi, pur non potendo incunearsi per incongruenza dimensionale, possono, però, dare altri problemi quali un'infiammazione cronica delle pareti della colecisti con possibile rottura della stessa, che è una evenienza molto grave che va trattata chirurgicamente con urgenza.


Diagnosi e cure
Il modo migliore per diagnosticare i calcoli o la sabbia biliare è di effettuare un’ecografia, per la quale è indispensabile che il paziente osservi almeno 6-8 ore di digiuno. Non esiste un’età alla quale iniziare a controllare la colecisti. Si ricorre all’ecografia epatocolecistica o epatobiliare quando si avverte una dolenzia o un senso di pesantezza al fianco destro. Qualora vengano riscontrati dei calcoli e/o sabbia biliare e si ritenga non indicata la rimozione, il controllo deve essere eseguito almeno una volta l’anno. L’eccesso di estrogeni dovuto alla gravidanza ma anche all’assunzione della terapia ormonale sostitutiva o i contraccettivi orali fanno aumentare i livelli di colesterolo nella bile e riducono contemporaneamente la motilità della colecisti, inducendo una maggiore probabilità alla formazione dei calcoli. Non è dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi possa favorire la formazione di calcoli, semmai il contrario. Quindi non ci sono alimenti particolari da suggerire per evitare la formazione di calcoli. Esiste la possibilità di contrastare la formazione e cercare anche di dissolvere la sabbia biliare ed alcuni calcoli (piccoli) con una terapia a base di acidi biliari, pasticche che in certi casi permettono un netto miglioramento. Altrimenti se necessario la soluzione è la via chirurgica, eseguita ormai quasi sempre in laparoscopia.

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