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Una nuova cura per gli alcolisti

L’acamprosato, il farmaco che riduce la dipendenza e aiuta a mantenere l’astinenza nell’alcolista, è stato inserito in Classe A: sarà quindi a carico del Servizio Sanitario Nazionale

Una nuova cura per gli alcolisti

L’alcolismo è una malattia cronica recidivante che, solo nel nostro Paese, riguarda circa 1 milione e mezzo di persone.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che, nel mondo, l’alcol provochi complessivamente 2 milioni e mezzo di morti ogni anno. In Italia sono almeno 30.000 l’anno i decessi per cause correlate all’alcol, che rappresenta la prima causa di morte tra i giovani fino all’età di 24 anni.

Il consumo di alcolici non solo produce danni al bevitore stesso, ma anche alla sua famiglia e a tutte le persone che lo circondano. Ma perché si diventa alcolisti?

Bere ha sulla mente un effetto anestetico. Blocca il dolore, sia quello fisico che quello emozionale. Le persone che si lasciano attirare dall’alcol sono quindi prima di tutto persone infelici, disperate, che hanno un dolore nell’anima o che soffrono di vero e proprio dolore fisico. Bere le rende insensibili, assenti, rallenta l’apprendimento e la percezione reale delle cose. La persona che assume alcol si sente rilassata, a proprio agio, si libera dei freni inibitori e vive in uno stato di euforia.

Ma la perdita delle inibizioni provoca anche una mancanza di autocontrollo e questo può indurre a comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada. Inoltre, non bisogna sottovalutare i numerosi danni che l’alcol provoca anche all’organismo: gastrite, ulcera, epatite, tumore e cirrosi. La terapia da seguire per curare un alcolista è sicuramente quella psicologica. Esistono Centri di recupero e riabilitazione per alcolisti, dove operano psicoterapeuti specializzati proprio in questa forma di dipendenza.

 

Un trattamento di riconosciuta efficacia

La novità oggi è che, a sostegno degli specialisti, finalmente è arrivato in Italia un nuovo farmaco. Dal 13 maggio infatti, i pazienti italiani possono usufruire, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, di un medicinale già prescritto in 40 Paesi: l’acamprosato. È un neuromodulatore specifico indicato nel mantenimento dell’astinenza nel paziente alcoldipendente, reduce il craving, cioè il desiderio incoercibile di bere, e diminuisce l’incidenza, la severità e la frequenza delle ricadute. L’ Acamprosato, la cui somministrazione deve essere sempre associata ad un supporto psicosociale o psicoterapeutico, inoltre non procura dipendenza, abuso o astinenza alla sua sospensione; non potenzia l’effetto dell’alcol se questo viene assunto nel corso del trattamento; non modifica lo stato psichico dell’individuo e può, infine, essere associato a farmaci spesso assunti dai pazienti alcolisti.

di Susanna Vianello

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