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Tornare a sorridere

Sarà disponibile anche in Italia l’agomelatina, una molecola in grado di curare depressione e insonnia

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Secondo i dati presentati al 17° Congresso nazionale di neuropsicofarmacologia svoltosi di recente a Cagliari, sono circa 60 milioni le persone colpite da depressione in tutta Europa. Di questi, oltre la metà soffre di una forma seria e invalidante. In Italia, un adulto su quattro nel corso della vita è interessato da un episodio di depressione maggiore, le donne più degli uomini (12,8 per cento contro il 5,9 per cento).

Un problema serio, che interessa famiglie e mondo del lavoro, e non di facile soluzione. Inoltre, la concomitante presenza di altre malattie croniche, come ipertensione, diabete e tumori, peggiora la qualità di vita. Una recente indagine condotta dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna ha evidenziato la scarsa fiducia delle donne verso i trattamenti della depressione: ben il 54 per cento ritiene che la depressione sia più difficile da curare del tumore al seno.

 

Le terapie tradizionali

«Le terapie finora a disposizione non alleviano subito i sintomi depressivi», spiega il professor Giovanni Biggio, presidente della Società italiana di Neuropsicofarmacologia e del presidente del Congresso. «Il malato può avvertire prima gli effetti collaterali dei farmaci, come quelli sull’apparato digerente e sul sonno, ma anche disturbi della sfera sessuale e aumento di peso, che spesso portano all’interruzione delle cure». I farmaci antidepressivi tradizionali agiscono aumentando la disponibilità di alcune sostanze presenti nel cervello. Le classi di farmaci oggi più frequentemente prescritte sono gli Ssri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e gli Snri (inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina).

Tuttavia, questi farmaci non offrono un beneficio immediato dei sintomi depressivi e non agiscono sui ritmi circadiani. Infatti, una caratteristica comune delle persone depresse è un’alterazione dei ritmi circadiani, controllati da una specie di “orologio biologico” che ogni persona ha dentro di sé, in grado di regolare nell’arco della giornata l’umore, l’appetito e il sonno, la temperatura corporea e la produzione degli ormoni.

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