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Terapie post traumatiche

Frattura del femore, classica storta alla caviglia, lussazione della spalla. Come curarsi e stare meglio quando si subisce un danno a carico delle articolazioni

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Terapie post traumatiche

Con la consulenza del dottor Giandomenico Logroscino, docente dell’Università Cattolica e Specialista in Chirurgia protesica di anca, Chirurgia protesica di spalla e Traumatologia presso il Policlinico Gemelli di Roma.

 

Banali incidenti spesso mettono a rischio la nostra salute, sia da un punto di vista fisico, sia sotto il profilo psicologico. Basta salire una scala in modo scorretto, scivolare sul manto stradale bagnato o tamponare lievemente un auto per arrecare piccoli traumi alle nostre articolazioni che, se non affrontati nel modo opportuno e con il giusto approccio terapeutico, possono cronicizzarsi e diventare molesti per il nostro equilibrio psicofisico. Ma quali sono i traumi più comuni che, se trascurati, possono provocare uno stato infiammatorio cronico? E, in questi casi, quali sono i rimedi? Lo abbiamo chiesto al Dottor Giandomenico Logroscino, noto ortopedico specialista in Traumatologia: “ I traumi più frequenti sono quelli relativi ai legamenti crociati del ginocchio, alle caviglie e alle spalle; soprattutto spalla e ginocchio sono le articolazioni che subiscono i maggiori traumi e se vogliamo, per questo, più instabili. Dai traumi alle articolazioni, come ad esempio nel caso della lussazione della spalla, si avranno danni ai legamenti, ai tendini e la cartilagine sarà interessata da un processo degenerativo, sino ai casi più gravi in cui si può verificare l’artrosi post traumatica. In questi casi si parla di artrosi secondaria che si distingue da quella primaria la quale, invece, si manifesta in assenza di trauma”.

 

Le terapie che possono alleviare il dolore

La prima conseguenza di questi traumi è un dolore localizzato che spesso, quando manca il supporto terapeutico necessario, può diventare cronico. Nello stato acuto vale il classico acronimo ‘rice, rest, ice, compression, elevation’, ossia, l’immobilizzazione dell’arto da eseguire con l’uso di tutori. È importante, in questa fase, applicare del ghiaccio: la crioterapia, infatti, aumenta la vasocostrizione e quindi diminuisce il processo infiammatorio; è necessario poi un riposo funzionale e una terapia con antidolorifici. Altro trucco, se il trauma riguarda un arto inferiore, è quello di tenerlo sollevato in modo da diminuire il flusso sanguigno e far defluire i liquidi verso la coscia anziché lasciare che si accumulino sulla caviglia. Se, invece, non si è interessati da uno stadio acuto dovuto al trauma ma da infiammazione cronica, si possono valutare delle terapie più o meno aggressive a seconda delle condizioni del paziente. In questa fase è assolutamente necessaria una visita specialistica per valutare, attraverso esami diagnostici quali l’ecografia o la risonanza magnetica, l’entità del danno. Se si tratta di una semplice tendinite o di una lieve infiammazione si potrà consigliare un percorso fisioterapico associato a una terapia farmacologica; nel caso, invece, la lesione riguardi i legamenti si opterà per una ricostruzione chirurgica. Infine, quando è in atto un processo degenerativo della cartilagine, si può tentare una terapia farmacologica con infiltrazioni a base di acido ialuronico o di cortisone, mentre nei casi più gravi di artrosi non rimane altro da fare che ricorrere all’intervento chirurgico di sostituzione articolare con l’impianto di una protesi. Ad ogni modo, non si esclude che a distanza di tempo possano verificarsi fenomeni degenerativi di natura artrosica e tutto questo vale per ogni tipo di trauma subito.

 

La lussazione della spalla

 La spalla è l’articolazione con il più alto grado di movimento e questo implica il suo esser soggetta con maggior frequenza a traumi quali distorsione, lussazione e frattura. Sono frequenti le lesioni ai tendini della cuffia dei rotatori o quelle al labbro glenoideo le cui conseguenze sono dolore acuto e perdita di forza. Solitamente, quando si verifica una lesione, la soluzione più idonea è un trattamento chirurgico in artroscopia, ma in tutti i casi si consiglia a chi ne è afflitto di rivolgersi tempestivamente a uno specialista per una corretta diagnosi e, eventualmente, per decidere insieme una cura appropriata prima che si verifichi a lungo termine un danno definitivo alle articolazioni, con la conseguenza di un possibile ricorso all’impianto di una protesi. 

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