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Tagli, abrasioni e ustioni: gli inconvenienti dell’estate

Consigli utili per evitare che i piccoli incidenti estivi si trasformino in cicatrici e segni permanenti

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Tagli, abrasioni e ustioni: gli inconvenienti dell’estate

Una gamba nuda strisciata sull’asfalto cadendo con lo scooter, una scivolata dal monopattino, oppure un’ustione con l’olio bollente del fritto misto che si sta cucinando per gli amici: sono alcuni dei tanti, piccoli incidenti che si possono verificare in estate, complici i vestiti più succinti e la tipica distrazione di quando… anche la testa è in vacanza.

Niente di grave, certo, ma comunque avvenimenti con conseguenze da seguire nel tempo, almeno per evitare seccature in futuro. Ecco allora come affrontare le piccole ferite e le lesioni dell’estate per non dover poi, in autunno, rimediare a danni ben più gravi, magari ricorrendo alle cure del chirurgo plastico.

 

Le regole da seguire per una guarigione completa

In tutti i casi, dalle medicazioni fai da te a quelle curate al pronto soccorso, ci sono piccole ma importanti regole da seguire per assicurarsi la miglior guarigione possibile, anche da un punto di vista estetico. “Il processo di cicatrizzazione si esaurisce nel corso di 9-12 mesi”, dice Marco Klinger, professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Milano, Istituto Clinico Humanitas. “Superato questo tempo, se il risultato è un brutto segno, ci sono sostanzialmente solo due strade: tenere la cicatrice così com’è, oppure ricorrere al lipofilling, piccolo autotrapianto di grasso che rivitalizza i tessuti, con l’effetto di rendere qualsiasi cicatrice (ma anche la cute di un viso non giovanissimo) più morbida e più bella”.

“Inutile dire”, continua Klinger,  “che la prima regola per ogni automedicazione è una rigorosa pulizia, particolarmente importante nel caso delle abrasioni. Infatti, le impurità non rimosse producono, quando la riparazione dei tessuti si è compiuta, un effetto simile a un tatuaggio.
Se il taglio non è grave e quindi non richiede punti di sutura, l’ideale è applicare cerottini di carta che avvicinano i lembi della ferita, creando così le migliori condizioni per la cicatrizzazione. Se non si possono evitare, i punti vanno tenuti per il più breve tempo possibile, cioè per non più di 4 giorni. Dopo, è fondamentale riparare la parte dal sole, per evitare che quella zona rimanga più scura, e comprimerla con garze sterili per almeno per 12 ore al giorno: un piccolo accorgimento che riduce la possibilità di sviluppare cicatrici in rilievo”.

Un’altra buona regola è quella di evitare di bagnare continuamente qualsiasi ferita, abrasione, ustione. “Una lesione della cute è un varco che consente l’ingresso dei germi presenti nell’acqua del mare o in piscina. Continuare a bagnare e asciugare una ferita significa allungare il processo di guarigione”. 

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