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Stress cronico: quando rivolgersi all’endocrinologo

Gli ormoni possono giocare brutti scherzi e se vanno in tilt favorire insonnia, dimagrimento, diminuzione delle difese immunitarie e tachicardia. Ecco come affrontare una condizione cronica.

Stress cronico: quando rivolgersi all’endocrinologo

Con la consulenza di Andrea Lenzi, Professore Ordinario di Endocrinologia presso l'Università Sapienza di Roma e Presidente della Società Italiana di Endocrinologia.

 

Essere stressati, al giorno d’oggi, è praticamente la norma: il lavoro, quando c’è, spesso non è soddisfacente, i figli e la famiglia a volte sono fonte di preoccupazioni e la quotidianità mette a dura prova i nostri nervi. Eppure, nonostante possa sembrare strano, lo stress che viviamo in questa società urbanizzata non è diverso, a livello ormonale, dai meccanismi che salvavano la vita ai nostri antenati, facendoli reagire con prontezza ed efficacia di fronte a pericoli imminenti, come nell’ancestrale reazione “attacca o fuggi” che appartiene anche agli animali.

Afferma il prof. Andrea Lenzi: “I tre ormoni principalmente collegati allo stress sono l’adrenalina, la noradrenalina e il cortisolo. Un adeguato livello di eventi stressogeni è di vitale importanza, in quanto ci permette di reagire ad uno stimolo realmente esistente, e ci rende attivi e concentrati nelle nostre attività quotidiane. Quando però il meccanismo dello stress va in tilt per eccesso di stimoli, il livello di questi ormoni si altera, provocando effetti collaterali come insonnia, deperimento dell’organismo, dimagrimento, diminuzione delle difese immunitarie e tachicardia”.

 

Adrenalina e noradrenalina: gli ormoni di pronto intervento

L’adrenalina e la noradrenalina sono due ormoni ‘di pronto intervento’, perché sono prodotti dalle ghiandole surrenali quando, in una situazione di imminente pericolo, abbiamo bisogno di reagire con prontezza immediata. Che si tratti di un malintenzionato che cerca di rubarci la borsa o di un terremoto che ci costringe a fuggire, così come di una macchina ad alta velocità che dobbiamo evitare all’istante, l’adrenalina e la noradrenalina sono lì pronte a salvarci la vita. Spiega Lenzi: “I sintomi immediati e fisici dell’attivazione di questi due ormoni sono una forte concentrazione e uno spostamento del flusso del sangue verso i muscoli, pronti all’azione”. Va da sé che, in condizioni di reale pericolo, l’adrenalina e la noradrenalina possono salvarci la vita. Ma quando la sensazione di pericolo è cronica, il corpo viene sottoposto ad esaurimento e lo stress non è più positivo.

 

Il cortisolo: dinamismo e concentrazione

Il cortisolo è un ormone steroideo conosciuto come ‘ormone dello stress’, ed è prodotto anch’esso dalle ghiandole surrenali. “Al contrario dell’adrenalina e della noradrenalina, non si attiva istantaneamente in situazioni di pericolo, ma è un ormone che, nel complesso delle nostre attività quotidiane, mantiene attivi i nostri livelli di dinamismo e concentrazione essendo più alto al mattino e più basso la sera”, avverte lo specialista. Buoni livelli di cortisolo aiutano a mantenere equilibrata la pressione sanguigna, il sistema immunitario e le funzioni digestive. In caso di stress eccessivi, invece, il corpo rilascia quantità elevate di cortisolo, mandando l’organismo in esaurimento. 

 

Come affrontare lo stress?

Premesso che un giusto livello di stress è importante per mantenere ben attiva la concentrazione nella vita e nel lavoro, quando però lo stato di allerta diventa cronico, è bene riconoscerlo in tempo e correre ai ripari prestando attenzione a piccole regole quotidiane di comportamento:

  • Riduci caffè, nicotina e alcol;
  • Diminuisci gli stimoli di Internet: mai portarli all’estremo fino a notte fonda;
  • Regola i meccanismi di sonno e veglia, andando a dormire prima la sera e riposando la giusta quantità di ore durante la notte.
di Giorgia Martino

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