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La stipsi del viaggiatore

Un disagio che compare più facilmente quando si è lontano da casa. Ecco i rimedi efficaci e veloci

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La stipsi del viaggiatore

A cura del prof. Vito Domenico Corleto, aggregato di gastroenterologia Facoltà di Medicina e Psicologia Sapienza Università di Roma Ospedale Sant’Andrea

 

Capita spesso in vacanza, in viaggio, fuori casa. È sufficiente cambiare anche di poco le proprie abitudini quotidiane per essere vittime di disturbi e alterazioni della regolarità intestinale. Questo problema si può manifestare in persone che si ritengono normali o quasi dal punto di vista evacuativo. Si tratta di una forma di stitichezza occasionale, detta anche “del viaggiatore”, che può essere fastidiosa, perché provoca senso di gonfiore, dolori addominali più o meno forti, mal di testa e altri piccoli disturbi che compromettono in vario modo le nostre attività. Si parla, invece, di stipsi cronica e funzionale quando esiste una abituale scarsa frequenza dell’alvo, che include anche la difficoltà evacuativa e l’aumentata consistenza delle feci. Gli esperti includono nella definizione anche la sensazione di ostacolo o di svuotamento incompleto o sforzarsi in almeno il 25% delle evacuazioni e/o avere meno di tre evacuazioni a settimana. Una condizione che associata ad altri disturbi spesso interferisce sulla qualità di vita condizionando anche l’umore di quelli che ne soffrono. Ma quando la stipsi è occasionale si può risolvere facilmente e soprattutto in breve tempo!

 

I corretti stili di vita

● Assicurare all’organismo più liquidi e cibi ricchi di fibre (frutta e verdura) iniziando già qualche giorno prima di partire.

● Se siamo abituati ad assumere liquidi sotto forma di tisane, continuare a farlo. Evitare, invece, di assumere bevande a base di erbe per la prima volta mentre siamo fuori casa: potrebbero provocare vari fastidi addominali.

● Non abbandonare drasticamente l’attività fisica. Concedersi delle passeggiate, specie al mattino, o almeno semplici flessioni addominali che possono aiutare a stimolare la motilità intestinale.

● Programmare del tempo senza impegni dopo colazione o dopo cena. Sono questi i momenti in cui lo stimolo si fa maggiormente sentire ed è opportuno assecondarlo. La fretta è nemica dell’intestino.

 

Perché in vacanza?

● Ore di relativa immobilità durante il viaggio in macchina, treno, aereo, nave…

● Cambiamento delle abitudini alimentari e spesso in orari non abituali.

● Si assumono meno vegetali, frutta e verdura.

● Si beve di meno, fornendo all’organismo una minore quantità di liquidi.

● Le attività diverse che si svolgono in vacanza modificano le proprie abitudini. Spesso si ha meno possibilità di esaudire lo stimolo.

● Convivenza ravvicinata con altre persone, condivisione di spazi più ristretti che limitano la privacy.

 

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