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Scopriamo le cause della digestione difficile

Inappetenza, bruciore, dilatazione e senso di peso dopo i pasti possono presentarsi per molte ragioni. Cerchiamo di capire come si contrastano questi disturbi molto frequenti, che meritano grande attenzione

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Scopriamo le cause della digestione difficile

Con la consulenza del prof. Fabio Monica, Responsabile Endoscopia Digestiva all’Ospedale S. Bassiano, Bassano del Grappa (Vicenza) e consigliere nazionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo). E del del dottor Luigi Buri, Direttore della struttura complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste.

 


I segnali di sofferenza dell’apparato digestivo sono numerosi e non è sempre facile inquadrarli subito: inappetenza, bruciore, dilatazione e senso di peso dopo i pasti possono presentarsi per molte ragioni. Inoltre, spesso sono lievi e non riconducibili a un particolare disturbo dello stomaco. Per questo motivo, si corre il rischio che vengano presi sotto gamba e non curati nella maniera giusta. Ci accorgiamo di quanto sia importante solo quando inizia a dare segni di sé, eppure, il nostro stomaco, svolge un lavoro fondamentale per il benessere e la sopravvivenza. La digestione è l’insieme delle trasformazioni fisico-chimiche che gli alimenti subiscono lungo tutto il loro cammino nell’apparato digerente e attraverso le quali il nostro organismo è in grado di assimilare le sostanze nutritive. In pratica, è il nostro meccanismo di rifornimento. Quando qualcosa non va come dovrebbe, la digestione comincia a farsi difficoltosa e ne risente tutto l’organismo. Individuare il problema di cui si soffre e curarlo tempestivamente permette di evitare la comparsa di fastidi e problemi più accentuati.


Helicobacter pylori

Spesso non provoca sintomi, mentre in certe persone può causare pesantezza di stomaco. L’Helicobacter pylori è un batterio che vive nello stomaco in circa il 50% della popolazione adulta, ed è dotato di numerose risorse per poter sopravvivere ai succhi acidi prodotti dallo stomaco. “Una volta che si è inserito all’interno dello stomaco, attraverso l’ingestione di alimenti contaminati o acqua non clorata, il batterio può danneggiare il rivestimento interno, provocando un’infiammazione cronica (gastrite) e in alcuni casi anche un’ulcera dello stomaco e del duodeno. Inoltre, la presenza dell’Helicobacter pylori è considerata un fattore di rischio per il tumore allo stomaco” avverte il prof. Monica. Per verificare la sua presenza ci sono diverse possibilità: la gastroscopia con la biopsia, il test del respiro e l’esame delle feci.

 

Niente più chirurgia

Prima della scoperta dell’infezione da Helicobacter pylori, la cura dell’ulcera si basava sui farmaci antisecretori, che riducevano l’acidità gastrica, ma non modificavano l’evoluzione naturale della malattia. Invece, le terapie più recenti consentono di ottenere una guarigione, perché ingrado di debellare il batterio. La cura si basa sull’uso di tre diversi farmaci dati in associazione: un inibitore della pompa protonica, che serve a bloccare la produzione di acido gastrico e a potenziare l’effetto degli antibiotici; due antibiotici, che vanno a contrastare l’Helicobacter pylori ed eliminano l’infezione che ha causato. In genere, questa cura va fatta per 7/10 giorni e ha un’efficacia dell’80/90%. Nei pochissimi casi in cui l’ulcera non guarisce, perché il batterio ha sviluppato resistenza agli antibiotici, è necessario ricorrere a trattamenti personalizzati. Fino a non molti anni fa, il metodo di cura principale per il trattamento dell’ulcera era l’intervento chirurgico che, attualmente, invece non viene praticamente più fatto, se si escludono rarissimi casi.

 

Il reflusso gastroesofageo

Avviene se parte del cibo ritorna all’esofago, insieme all’acido e ai succhi gastrici. Il semplice ritorno di materiale gastrico (acido o alimentare) dallo stomaco all’esofago è un evento frequente e non sempre patologico. “La malattia da reflusso gastroesofageo si manifesta, invece, con sintomi specifici più o meno seri che riguardano la mucosa dell’esofago. Tra quest’organo e lo stomaco si trova il cardias, una valvola che fa passare il cibo dopo il preliminare transito attraverso l’esofago. Durante la deglutizione, la valvola si apre, fa passare gli alimenti e si chiude dopo che questi sono passati” spiega il prof. Buri. Se la valvola non funziona bene, parte del cibo può ritornare nell’esofago, insieme all’acido e ai succhi gastrici prodotti dallo stomaco, causando talora delle lesioni alla mucosa (esofagite).

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