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La salute... è come il vento

C’è chi sta male per colpa delle variazioni del tempo. La soluzione? Non cerchiamola scrutando le nuvole!

La salute... è come il vento

Con la consulenza del prof. ALBERTO MASSIRONE, bioclimatologo e medico a indirizzo estetico.


I meteoropatici sono quelle persone eccessivamente sensibili alle variazioni climatiche, che provano forti sensazioni di disagio e di malessere quando cambiano temperatura, pressione, umidità, elettricità dell’aria. Si va dal nervosismo al mal di testa; dalla nausea alla mancanza di appetito; dall’umor nero ai dolori articolari. L’influenza del clima sul benessere del corpo e dell’anima non è una scoperta recente. Già il filosofo greco Aristotele, nel suo scritto Meteorologia metteva in guardia contro gli effetti causati dalla pioggia, dal freddo, dall’umidità, dal vento. Lo scrittore tedesco Wolfgang Goethe, molto sensibile alle variazioni del tempo, non si separava mai dal suo barometro. Adesso, però, la bioclimatologia ha cominciato a svelare i meccanismi che sono alla base della meteoropatia, detta anche “mal di tempo”, e a indicare soluzioni.


Chi si ammala e chi si aggrava. Meteoropatie primarie e secondarie

Come spiega il professor Massirone, “i meteoropatici primari sono persone sane che, in coincidenza di forti e improvvisi cambiamenti climatici, lamentano disturbi apparentemente inspiegabili, fra cui addirittura affanno, dolori al torace e all’addome, irritabilità, difficoltà di concentrazione, tachicardia”. I malesseri possono comparire anche tre giorni prima che il tempo cambi. In tutte queste persone l’ipotalamo, la centralina delle funzioni organiche, non riesce a coordinare una risposta immediata dei sistemi ormonale, nervoso, immunitario ai cambiamenti del clima. Funziona più lentamente e non adegua i meccanismi di difesa del corpo alle aggressioni degli agenti esterni. Per esempio, se fa molto freddo non si restringono subito i vasi sanguigni, così da limitare le dispersioni di calore. Appartengono ai meteoropatici secondari coloro che percepiscono un riacutizzarsi dei sintomi di patologie già presenti: un reumatico vedrà aumentare i propri dolori, un cardiopatico potrà avere crisi di tachicardia o, comunque, correre maggiori rischi di seri disturbi cardiaci, ecc.

 

Le nuove soluzioni

Quali strategie adottare per tentare di contrastare questa tendenza alla  ipersensibilità meteorologica? “La cosa migliore da fare è quella di allenare la termoregolazione del corpo. Si suggeriscono per un paio di mesi bagni o docce prima caldi (30 °C), poi gradualmente più freddi (20-25 °C). Si può associare a questa “ginnastica” l’uso di ansiolitici, che rilassano e regolarizzano la pressione, aiutando l’organismo ad affrontare meglio le variazioni climatiche”. Non solo. “È stato dimostrato che una carenza di ossigeno (a livello del corpo come del cervello) diminuisce sensibilmente la capacità di adattamento al freddo e al caldo”. Per riossigenare il corpo bisogna praticare attività fisica: jogging, cyclette (tenendo le finestre aperte), vogatore. Ideale poi è il nuoto, che mette in movimento tutto il corpo e obbliga a respirare in maniera più controllata. E ancora: oggi si possono trovare in farmacia e nelle erboristerie prodotti derivati dall’estratto della piccola pervinca, che sono ottimi ossigenatori delle cellule. Non minore cura merita l’alimentazione: gli effetti nefasti del cattivo, come del bel tempo, si combattono anche a tavola, seguendo una dieta corretta e completa, a base di Sali minerali, vitamine, proteine animali, carboidrati. Pane, riso e pasta innalzano molto il livello di serotonina nel sangue, procurando un effetto “tranquillante”.

di M. A. M.

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