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Reflusso gastroesofageo: i rimedi per non aggravarlo

Ne soffrono 4 uomini su 10. Indigestione, stress, fumo o sovrappeso ne aggravano i disturbi. Il medico spiega le regole per contenere i bruciori di stomaco

Reflusso gastroesofageo: i rimedi per non aggravarlo

Il lavoro sta andando a rotoli? Per colpa della crisi la vostra vita economica non naviga nelle migliori acque? Avete perso il lavoro e siete a un passo dal divorzio? Fumate, illudendovi che la sigaretta sia il modo migliore per allontanare stress e malumori? Siete dei possibili candidati a soffrire di reflusso gastroesofageo. A prescindere dal fatto che potreste tranquillamente mettere in cantiere un viaggio della speranza, se uomini o donne di buona fede, per garantirvi che è solo una questione di tempo e che il periodo brutto finirà presto. Se poi lamentate una cattiva digestione, se vi sentite con la pancia piena dopo aver spilluccato il più striminzito dei panini, pensate a prendere in tempi molto rapidi un appuntamento per una visita intanto dal medico di famiglia.

"Tutti disturbi che entro certi limiti sono fisiologici, quando causati da una leggera indigestione o da una mangiata abbondante. Ma che diventano patologici se si aggiungono altri disagi invalidanti tipo crampi o bruciore allo stomaco, alito cattivo, raucedine, difficoltà a deglutire, tosse secca e persistente, per non parlare di quella strana sensazione di avere un corpo estraneo nella gola: ce le ha chi soffre di reflusso gastroesofageo", spiega Ettore Vallarino, gastroenterologo presso ospedale Galliera di Genova.

 

Cosa è il reflusso gastroesofageo

"Questo disturbo è causato da un’incontinenza della valvola tra l’esofago e lo stomaco, che normalmente rimane chiusa tra una deglutizione e l’altra. La valvola ha il compito di impedire che il contenuto gastrico refluisca nell’esofago, che è una specie di strada a senso unico con il compito di spingere nello stomaco quello che ingoiamo. A volte nel tunnel (fatto di tessuto muscolare) può capitare che i succhi gastrici procedano "contromano" e risalgano nell’esofago, provocando quell’incendio che chiamiamo bruciore di stomaco (o pirosi)". Per non rischiare di rimanere vittima della malattia da reflusso, che interessa 4 uomini su 10, secondo Vallarino esistono una serie di regole da mettere in pratica, prima di passare all’assunzione di opportuni farmaci. Ecco cosa fare per non aggravare i disagi:

 
- Smetti di fumare: la nicotina indebolisce il tratto inferiore dell'esofago.

- Evita gomme da masticare e caramelle dure: già il solo fatto di pasteggiare tra i denti il cibo, aumenta la quantità di aria che ingerisci, responsabile dell’emissione di aria dalla bocca.

- Non sdraiarti subito dopo aver mangiato.

- Evita snack e spuntini a tarda sera.

- Evita indumenti stretti.

- Evita l’alcol. "Lo stomaco è la prima fermata che l’alcol fa prima di arrivare al capolinea. Più hai lo stomaco pieno e meno alcol passa alla fermata successiva. La conseguenza è una: stimola la produzione di acido cloridrico, che irrita o addirittura a "corrode" le pareti dello stomaco", spiega Vallarino.

- Non mangiare agrumi (come arance, pompelmo e ananas), alimenti piccanti, spezie, pomodoro, cioccolato, zuppe o minestre dense e cremose, cibo da fast food.

- Evita strani movimenti appena dopo aver mangiato.

- Evita di usare la borsa dell’acqua calda: di fronte a dolori addominali acuti, mettere il caldo sulla zona peggiora l’infiammazione.

- Evita pasti pesanti e difficili da digerire.

- Perdi peso se hai qualche chilo di troppo. Il grasso che hai in più sull’addome, spinge i succhi gastrici verso l’alto.

- Solleva il capo del letto di qualche centimetro; la gravità ti darà una mano a tenere a bada i succhi nello stomaco.

- Preferisci latte magro o prodotti lattiero-caseari con 1-2% di grassi.

di Roberta Maresci

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