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Piezochirurgia: una metodica innovativa nel campo della chirurgia ossea

Grazie all’azione di micro vibrazioni ad ultrasuoni prodotte da un bisturi ad alta precisione, sono possibili interventi complessi riducendone l’invasività e migliorando il decorso post operatorio

Piezochirurgia: una metodica innovativa nel campo della chirurgia ossea

Si chiama piezochirurgia ed è una tecnica relativamente nuova di chirurgia ossea che oggi viene utilizzata con successo per gli interventi odontoiatrici. I vantaggi che offre rispetto alle tecniche di microchirurgia ossea tradizionali sono infatti indiscutibili, tanto che attualmente viene impiegata a livello internazionale in quanto consente di eseguire interventi mini invasivi, di estrema precisione e complessità, riducendo inoltre i potenziali rischi e i disagi post-operatori legati alla chirurgia tradizionale. 

“È una metodica del tutto innovativa, messa a punto in tempi recenti da un professionista italiano, il Professor Tommaso Vercellotti”, spiega il dottor Roberto Tintinelli, specialista in odontostomatologia a Milano. “In pratica l’osso viene tagliato grazie alle vibrazioni a ultrasuoni prodotte da specifici bisturi ad alta precisione in metallo duro.

I vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale sono notevoli: è possibile un’estrema precisione del taglio e una totale selettività. Infatti il bisturi piezoelettrico agisce soltanto sui tessuti duri o mineralizzati, come per l’appunto il tessuto osseo, e rispetta i tessuti molli che rimangono illesi e non vengono danneggiati neppure in caso di contatto diretto con la punta dello strumento. Di conseguenza con la piezochirugia è possibile effettuare interventi chirurgici sicuri in distretti estremamente delicati senza rischio di danneggiare le mucose e le preziose fibre nervose in caso di contatto involontario con i tradizionali strumenti rotanti”.

 

Vantaggi e applicazioni

Durante l’intervento c’è la quasi totale assenza di sangue nel campo operatorio e un ridotto traumatismo, in quanto la microsezione dei tessuti ossei avviene a basse temperature, raffreddando e detergendo continuamente il distretto operatorio. E tutto ciò si traduce in un migliore decorso post operatorio e in tempi più rapidi di guarigione, come hanno dimostrato diversi lavori scientifici. “Attualmente la piezochirurgia, per queste sue caratteristiche, trova numerose applicazioni in campo odontoiatrico”, conclude Tintinelli. “Per esempio nelle estrazioni di denti del giudizio inferiori quando è presente uno stretto contatto con il nervo mandibolare o la visibilità è molto limitata; con la piezochirurgia grazie alla sua selettività e atraumaticità è possibile procedere con maggior facilità.
In paradontologia invece, in associazione alle tecniche tradizionali, la piezochirurgia si impiega principalmente nella cura della parodontosi perché rende possibile una chirurgia con massima conservazione dei tessuti di sostegno. Nella chirurgia rigenerativa-ricostruttiva si utilizza invece specialmente per il prelievo di innesti ossei con ridotto traumatismo, per il rialzo del seno mascellare e per tutte le operazioni in stretta prossimità di nervi o vasi sanguigni.
Ma è soprattutto in implantologia che la piezochirurgia trova ampia applicazione, in quanto permette la preparazione del sito di alloggiamento dell’impianto con la massima precisione anche in zone estremamente delicate”.

di Monica Tizzoni

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