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Fisioterapisti, 100.000 abusivi in Italia, il doppio di quelli “veri”

In assenza di un ordine professionale, non esistono sufficienti garanzie per riconoscere un professionista qualificato

Fisioterapisti, 100.000 abusivi in Italia, il doppio di quelli “veri”

Troppi “furbetti” tra i fisioterapisti. Gli abusivi, infatti, doppiano i professionisti autentici, 100.000 contro 50.000. Il problema riguarda la categoria, ma anche il cittadino che, in buona fede, rischia di cadere in mani sbagliate, mettendo a repentaglio la sua salute. “È questa la punta di un iceberg”, dichiara Antonio Bortone, Presidente AIFI, Associazione Italiana Fisioterapisti accreditata presso il Ministero della Salute, “che interessa tutte le professioni sanitarie senza un Ordine. Anche logopedisti e igienisti dentali lamentano la stessa situazione. Ed è un paradosso italiano. Negli altri Paesi esiste una legislazione istitutiva di un Ordine o di un Albo a garanzia della serietà della professione. Sono anni che ci stiamo battendo perché si formi anche in Italia, ma ogni volta che ci avviciniamo al traguardo, le lungaggini burocratiche ed elettive rimettono in discussione tutto. Uno strumento del genere sarebbe utile non solo contro l’abuso di professione, ma anche per garantire aggiornamenti e corsi di formazione, indispensabili anche ai professionisti per svolgere il proprio lavoro con correttezza e per essere almeno parificati alle professioni sanitarie europee”.

 

5 regole per riconoscere quelli veri

Ecco come avere una ragionevole certezza di essere in buone mani.

  1. Chiedere il nome di un fisioterapista al proprio medico di medicina generale, ortopedico o fisiatra, che spesso consigliano o prescrivono sedute fisioterapiche.
  2. Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato da un’università italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute.
  3. Verificare l’iscrizione a una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale. L’elenco si può trovare anche su www.aifi.net.
  4. Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente.
  5. Chiedere sempre il rilascio della corrispondente ricevuta fiscale, in caso di libero professionista. 

 

I rischi

Le persone che si rivolgono a operatori abusivi rischiano di compromettere la loro situazione di salute, riportando danni permanenti o rallentando la riabilitazione. E si sa quanto, invece, sia importante intervenire tempestivamente nel modo adeguato perché i maggiori benefici si raccolgono subito dopo un intervento chirurgico o un trauma. Inoltre, nel caso di disturbi come la sciatalgia o cervicalgia, per esempio, si deve sapere che nella fase acuta e dolorosa del disturbo è controproducente ricorrere al massaggio, perché la zona è infiammata. I professionisti della salute sono operatori qualificati che hanno piena titolarità per il loro esercizio professionale e sono in possesso di credenziali e competenze conseguite in ambito accademico

di Livia Zacchetti

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