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Fibromialgia, una malattia invisibile

Muscoli sempre contratti, dolori costanti, rigidità articolare e una grande stanchezza: questi i sintomi della sindrome fibromialgica

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Fibromialgia, una malattia invisibile

Ancora oggi la fibromialgia spesso non viene diagnosticata. Per due motivi: non è rilevabile con gli esami di laboratorio, perchè non provoca alterazioni del sangue, né con esami radiologici, e chi ne soffre in apparenza non sembra ammalato, di conseguenza familiari, amici e medici tendono a sottovalutare i disturbi.

Eppure questa malattia, che è frequente specialmente fra le donne, colpisce tutti i muscoli, mettendoli costantemente in tensione e provocando sintomi che possono alterare pesantemente lo stile di vita. I principali sono tre: il dolore, diffuso a tutto il corpo, oppure localizzato al collo, alle spalle, alla schiena e alle gambe causato dalla tensione muscolare; una stanchezza esagerata, che è presente fin dal mattino e peggiora man mano durante la giornata e uno stato di rigidità, che può persino limitare i movimenti.

A questi si possono accompagnare altri disturbi, quali alterazioni del sonno, mal di testa, perdita di memoria e di concentrazione, disturbi della sensibilità, in particolare formicolii, difficoltà digestive, sbalzi della temperatura corporea e alterazioni dell'equilibrio, tachicardia, ansia e depressione.

 

Le cause

“Si tratta di una malattia reumatica, a genesi multifattoriale”, spiega il professor  Roberto Perricone direttore della clinica di Reumatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria policlinico Tor Vergata di Roma. “Gli studi hanno dimostrato numerose alterazioni dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale, cioè di quelle sostanze di fondamentale importanza nella comunicazione tra le cellule nervose, e in particolare della serotonina e della noradrenalina. Questo causerebbe un’iperattività del sistema nervoso neurovegetativo e di conseguenza un deficit dell’irrorazione sanguigna a livello muscolare che scatena i sintomi, cioè dolore, tensione e astenia”.  

Ci sono però fattori che agiscono da “start”, cioè che fanno scatenare i disturbi per la prima volta in chi non ne ha mai sofferto o li peggiorano in chi ne soffre già. Il clima è uno di questi: i dolori peggiorano in corrispondenza delle stagioni di passaggio.

Anche i cicli ormonali hanno influenza sulla malattia: spesso c’è un aggravamento nel periodo premestruale; infine anche lo stress ha un ruolo rilevante.

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