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Fa freddo e mi raffreddo. A dicembre è tempo di Australiana…

Calano le temperature e inevitabilmente arrivano i mali di stagione: dal raffreddore all’influenza, che quest’anno arriva dall’Australia…

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Fa freddo e mi raffreddo. A dicembre è tempo di Australiana…

È un luogo comune affermare che "prendere freddo" faccia venire il raffreddore ed è una frase da smentire quella ripetuta mille volte, dalle mamme e dalle nonne: "Copriti perché potresti prendere un raffreddore o l’influenza". Il raffreddore è un infiammazione della mucosa nasale, una patologia poco pericolosa anche se fastidiosa, che interessa le prime vie respiratorie (particolarmente naso e gola) ed ha origine, generalmente, da un’infezione di tipo virale.

Il termine raffreddore deriva dalla parola freddo ma a causarlo non è il freddo ma un virus, il cui contagio è semplicemente "favorito" dalle temperature rigide che impediscono al nostro organismo di difendersi adeguatamente. E se anche fuori fa freddo, chi decide di stare in casa, deve sapere che i germi si diffondono più facilmente nei luoghi chiusi ed il freddo non fa ammalare, ma comporta semplicemente un abbassamento delle difese immunitarie, rendendo più esposto il corpo alle infezioni esterne rendendo più facile la diffusione di un virus.

 

Come ci raffreddiamo

Il raffreddore è dato dalla diminuzione di funzionalità nel nostro organismo, del sistema immunitario e sono numerose le "famiglie" di virus in grado di provocarlo: adenovirus e rhinovirus, sono le principali,  ma ce ne sarebbero oltre 250 che si differenziano tra loro per specie, struttura e/o modalità di replicazione.

Il contagio non è consequenziale alla vicinanza al viso di una persona già raffreddata, perché se anche abbiamo evitato il malato non è detto che una persona in piena salute a noi  vicina, non possa essere un “portatore sano”. Dunque è quasi impossibile essere sicuri di scamparsela dal virus del raffreddore.

Le cellule delle narici e delle alte vie aeree sono rivestite al loro interno, da peluria il cui compito principale è quello di filtrare l’aria e garantire il mantenimento di una quantità di muco, sufficiente a regolare il livello ottimale di umidità e gli equilibri termici della zona interessata.

Ma quando l’aria è troppo fredda, oppure quando non si usa l’accortezza di respirare magari attraverso una sciarpa, queste “ciglia” non riescono a muoversi come dovrebbero, determinando un ristagno di muco che, a sua volta, crea le condizioni ideali per venire attaccati da uno dei numerosi virus del raffreddore. Evitare il raffreddore è praticamente impossibile e non esiste un vaccino che renda immuni da questo attacco virale.

Per tentare quantomeno di proteggersi, è consigliato trascorrere meno tempo possibile con persone raffreddate ed è utile lavarsi frequentemente le mani. In Italia un adulto viene colpito da raffreddore circa tre volte all’anno, mentre per un  bambino/ragazzo, la media va oltre il triplo. Tale differenza è dovuta al fatto che, con il passare degli anni, aumentano le probabilità di aver sviluppato un’immunità, magari parziale, a quel tipo di virus.

 

Raffreddore i sintomi e la cura…che non c’è

Sono diversi i sintomi che indicano la comparsa di un raffreddore. Tra tutte, la sensazione di "chiusura" del naso che tende a gocciolare. La formazione del muco in eccesso, è una delle reazioni tipiche che accompagnano il raffreddore e la respirazione è resa difficoltosa anche dal ripetersi di starnuti tanto che, le narici e la zona circostante, assumono un colore rossastro e possono perfino lasciare piccole ferite o tumefazioni, soprattutto a causa del continuo sfregamento dovuto all’uso dei fazzoletti. Poi, possono sopraggiungere altri disturbi: tosse, raucedine e inturgidimento dei linfonodi del collo, con connesso bruciore all’altezza delle tonsille e della gola. «Parliamo di raffreddore - spiega invece Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità - quando abbiamo scolo nasale, starnuti, mal di gola, tosse stizzosa delle alte vie aeree, che può dare complicazioni come sinusite».

Purtroppo non esiste alcun farmaco che sia in grado di curare o  prevenire il raffreddore, ma solo alcuni medicinali in grado di alleviarne i sintomi (dolori muscolari, mal di testa o febbre).

In questo caso, si possono utilizzare farmaci a base di paracetamolo o ibuprofene. L’inverno è la stagione in cui si manifestano più largamente raffreddori e mal di gola, definiti "simil-influenze" e «provocate -  spiega Fabrizio Pregliasco, ricercatore universitario di Igiene Generale ed Applicata all'Università degli Studi di Milano - dagli sbalzi termici tipici di questo periodo che facilitano l'infezione da questi virus che provocano sintomi simili all'influenza e un decorso un pò più lungo».

«Il Rhinovirus, che provoca il raffreddore, causa sintomi solo di tipo respiratorio – sottolinea il virologo - come la congestione nasale e il mal di gola. Invece il virus che provoca la febbre, l’Adenovirus, porta solo un innalzamento della temperatura corporea, che nel giro di due giorni, se ne va».

Secondo il dottor Pregliasco, è possibile ricorrere all’utilizzo di farmaci solo per attenuare i sintomi e non per azzerarli, evitando quindi il sovradosaggio, perché la malattia deve fare il suo corso. Ovviamente se i sintomi persistono dopo 4-5 giorni, è bene consultare un medico.

Secondo gli esperti dunque, bisognerebbe vivere da eremiti per evitare di prendere il raffreddore e la maggioranza della popolazione adulta è colpita in media dai due ai quattro raffreddori all’anno;  dati che raddoppiano nel caso dei bambini. Sfortunatamente, non esiste alcuna possibilità di trovare una via di scampo dall’essere colpiti dal raffreddore; secondo il dottor Jack Gwaltney dell’Università della Virginia: «il raffreddore è il segno che l’organismo sta combattendo contro un’infezione. Spesso, però, un’eccessiva reazione del corpo può portare alla congestione delle vie nasali, un disturbo spesso curato utilizzando trattamenti a base di zinco, malgrado il loro impiego sia controverso. I trattamenti comuni contro il raffreddore, in genere, sono sufficienti a liberare il naso occluso».

Il dottor Gwaltney consiglia di iniziare i trattamenti al primo accenno di raffreddore, perchè il sistema immunitario reagisce molto rapidamente e più tempo si aspetta, maggiori probabilità ci saranno che sia più difficile rallentare il naturale decorso dei sintomi. Gli antistaminici e gli anti-infiammatori si rivelano le terapie farmacologiche più efficaci anche se la regola in caso di raffreddore, è solo quella di aspettare che esso compia il suo naturale decorso.

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