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Disfunzione erettile: come non rinunciare all’amore

Per molti uomini, un impianto protesico è l’unica alternativa possibile per recuperare la funzionalità erettile. Ma solo 1 su 6 ricorre all'intervento

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Disfunzione erettile: come non rinunciare all’amore

In Italia, ogni anno sono almeno tremila gli uomini che soffrono di una forma di disfunzione erettile talmente seria da non rispondere a nessun trattamento. Per loro, l’unica alternativa per recuperare la funzione sessuale è ricorrere a un impianto protesico. Questa soluzione, però, viene accettata soltanto da 1 persona su 6.

La Società Italiana di Andrologia (SIA), Sezione regionale Marche-Emilia Romagna-San Marino ha attivato un indirizzo di posta elettronica: iochiedo@chirurgiaprotesica.andrologia-mers.com, per fornire supporto medico e per dare informazioni e consigli a chi intende sottoporsi all’intervento.

“L’impianto protesico è la soluzione ottimale in quei casi di disfunzione erettile che non rispondono alle altre strategie terapeutiche”, afferma il dottor Edoardo Pescatori Coordinatore Sezione Regionale Marche-Emilia Romagna- San Marino SIA. “Poiché si tratta di una scelta importante, la decisione va presa non solo con l’andrologo in base alla costituzione fisica dell’uomo, ma anche con la propria compagna e, se necessario, persino con l’aiuto di uno psicoterapeuta”.
Le controindicazioni all’intervento sono poche: una valutazione negativa da parte dello psicologo e la presenza di situazioni a rischio di infezione, come il diabete non compensato.

 

Come si svolge l’intervento

L’intervento dura al massimo un paio d’ore, viene fatto in anestesia peridurale o spinale, cioè in prossimità del midollo spinale, e il ricovero ospedaliero dura in genere un giorno o due.

Subito dopo l’operazione e per qualche giorno è possibile avvertire dolore, che può essere attenuato ricorrendo ad antidolorifico.

Dopo circa 40 giorni si può avere il primo rapporto sessuale. “Il ripristino della funzionalità erettiva viene giudicato molto buono dalla maggior parte dei pazienti operati e dalle loro partner, interviene il dottor Enrico Caraceni, Segretario Sezione Regionale Marche-Emilia Romagna- San Marino SIA. “Anche perché l’intervento non modifica in senso negativo la sensibilità del pene. A differenza di quanto molti credono erroneamente, l’orgasmo e l’eiaculazione, se presenti prima dell’intervento, non cambiano. Non è preclusa neppure la possibilità di concepimento, compatibilmente con gli altri fattori, ovvero età e stato degli spermatozoi che, va ribadito, non dipendono dalla presenza della protesi”.