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Disfunzione erettile: 9 sardi su 10 la conoscono e la curano

Disfunzione erettile: 9 sardi su 10 la conoscono e la curano

Gli italiani non sono tutti uguali. Qualcuno lo fa meglio, altri si astengono, qualcuno lo fa e basta. Ma su un dato non si discute: il 95% dei sardi conosce la disfunzione erettile (DE) e almeno 9 uomini su 10 è informato sui farmaci seri che la curano. É quanto emerge dalla ricerca "Gli italiani, I rapporti sessuali e la disfunzione erettile" condotta da AstraRicerche con il supporto di Lilly.

Dopo lo stop a baccalà, alla soppressa e ai succulenti arrosti dai ricchi condimenti e il via libero all’aria di Pozzuoli, è tempo di informarsi per prevenire. Innanzitutto informando rispetto al fatto che, una dieta troppo ricca di grassi, danneggia l’endotelio, una specie di pavimento sul quale scorre il sangue nelle arterie, che dev’essere integro per rispondere agli stimoli di vasodilatazione presenti durante l’erezione. E poi dicendo che l’aria di Pozzuoli pare curi la disfunzione erettile grazie alle esalazioni della Solfatara. Detto questo, è giusto spiegare cos’è davvero la disfunzione erettile.

  

La parola del medico 

"Il termine impotenza comprende una enorme varietà di alterazioni dell’erezione, che vanno dall’eiaculazione all’orientamento e alla preferenza sessuale. Queste condizioni vengono descritte come "disfunzione erettile (DE)" definita come: l’incapacità di raggiungere una erezione atta consentire un rapporto che porti alla reciproca soddisfazione di entrambi i partner”, spiega il professor Carlo De Dominicis, direttore UOC Urologia e Tecniche Mininvasive alla Sapienza di Roma. “E’ quasi impossibile poter definire accuratamente la popolazione affetta da DE, dato che gran parte di questi non richiede aiuto o consigli. La prevalenza della DE non è purtroppo ben documentata. Di sicuro si è capito che l’incidenza è correlata all’età, e che il problema è molto diffuso nella società occidentale; le stime indicano infatti che solo negli Stati Uniti ne sono affetti tra i 10 e i 18 milioni di persone, se si calcola l’incidenza dell’ordine del 10% nella popolazione generale, nel regno unito 2-3 milioni di persone dovrebbero soffrire di DE. Al giorno d’oggi l’idea cardine è che la DE sia una complessa interazione tra problemi di natura fisica e psichica".

  

I dati 

Sono almeno 4,1 milioni gli uomini dell’Italia centrale che conoscono bene l’argomento. E sono quelli che hanno le idee chiare in tema di soddisfazione, felicità e sessualità. Ben il 75% del campione afferma che essere soddisfatti sessualmente aiuta ad essere più felici. Non solo: il 68% sostiene che è bene vivere con naturalezza la propria sessualità. Ma l’indagine è anche un valido pretesto per indagare sulle condizioni che rendono i rapporti sessuali più validi e soddisfacenti. E luce viene fatta su quel 33% che ha tenuto a precisare che una condizione essenziale per la serenità di coppia è il non essere costretti a preoccuparsi di assumere farmaci prima di fare l’amore.  

 

Quali terapie 

"Le opzioni terapeutiche oggi a disposizione per la cura della DE sono molteplici” - dichiara il Dottor Antonio Aversa, specialista in Endocrinologia e Andrologia dell’Università di Roma La Sapienza - "e sempre di più le coppie si rivolgono a noi medici chiedendo espressamente di affidarsi ad una cura che rispetti la naturalità dei ritmi di coppia: oggi è disponibile una gamma di differenti terapie, al bisogno o giornaliera, che danno un’efficace risposta per i pazienti che vogliono vivere la propria sessualità in totale naturalezza. La domanda più frequente riguarda la possibilità di risolvere definitivamente il problema, cosa che al momento è più attuabile con il trattamento giornaliero, come per le altre patologie. Tale trattamento non ha dimostrato alcuna pericolosità anche in pazienti complicati da altre malattie. I pazienti desiderano quindi trovare una terapia che restituisca loro la spontaneità, scollegando il più possibile l’assunzione della pillola dall’atto sessuale per vivere la sessualità di coppia nel modo più naturale possibile e tornare ad essere sereni come prima del disturbo".

di Roberta Maresci

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