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Con la forza del sole

Quali sono gli effetti positivi di questa vitamina? È importante per promuovere e mantenere la salute delle nostre ossa e non solo

Con la forza del sole

Con la consulenza del dott. Claudio Ferrari, medico di medicina generale. E con la consulenza della dott.ssa Evelina Flachi, nutrizionista.

Per ottenere un quantitativo adeguato di vitamina D non dobbiamo far altro che esporre la nostra pelle ai raggi del sole. Ma come possiamo sopperire la mancanza del tepore solare? E perché, soprattutto negli anziani, questa vitamina è spesso carente? La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa e dei denti perché regola l’assorbimento del calcio e del fosforo contenuti negli alimenti, che sono gli elementi costitutivi del nostro scheletro. Nei bambini una carenza grave provoca il rachitismo, mentre negli adulti può portare a osteomalacia, una condizione in cui le ossa sono più molli e più deboli del normale, si deformano sotto il peso del corpo (gambe storte) e possono fratturarsi. Inoltre, si riduce l’energia fisica, la forza muscolare e compaiono dolori muscolari. Ma la vitamina D non fa solo questo: si crede che intervenga positivamente anche in molti altri processi fisiologici e, sicuramente, aiuta quando assunta con i sali di calcio a contrastare l’osteoporosi. Recenti ricerche hanno messo in evidenza bassi livelli di vitamina D nella popolazione anziana. Infatti, senza quest’importantissima alleata, il calcio non viene assorbito a livello di stomaco e intestino, le ossa si indeboliscono e aumentano le possibilità di andare incontro a fratture o crolli vertebrali. (g.s.)

 

Dove la troviamo?

Mentre per le altre vitamine sono i cibi la fonte principale cui attingere, per ottenere la vitamina D dobbiamo, invece, esporre la nostra pelle ai raggi del sole. Certo, alcuni alimenti ne contengono quantità discrete ed è importante assumerli e inserirli nella nostra dieta quotidiana; ma da soli non possono fornirci tutta la quantità di cui abbiamo bisogno. Invece, quando la pelle è colpita dalla componente ultravioletta B dei raggi solari, la vitamina D si forma spontaneamente per la trasformazione di una provitamina già presente nella cute.

Secondo gli esperti:

-   in estate, bastano 2-3 esposizioni alla settimana di 10-15 minuti del viso e degli arti;

-   in autunno e in primavera, 3-4 esposizioni alla settimana di 20-30 minuti su mani e viso.

-   E in inverno? Una parte di questa vitamina prodotta si deposita nel grasso e viene rimessa in circolo nei periodi di bassissima esposizione al sole, come in pieno inverno. Sarebbe logico, perciò, supporre che, essendo l’Italia il “Paese del sole”, nessuno soffra di carenza di questa vitamina. Invece, i risultati di un ampio studio ci dicono che il 75% delle donne over 65enni ha una quantità insufficiente di vitamina D e il problema riguarda anche uomini e bambini. I pediatri avvertono che i piccoli e gli adolescenti, che passano molte ore chiusi in casa davanti al computer o alla televisione, anziché starsene all’aria aperta, ne sono carenti.

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