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Artrosi cervicale: quando si ricorre alla chirurgia

In alcuni casi, con disturbi neurologici gravi, si può intervenire con successo con tecniche chirurgiche

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Artrosi cervicale: quando si ricorre alla chirurgia

Succede a volte che l’artrosi cervicale non si limiti a provocare dolore e fastidio al collo. Nell’1-2% dei casi causa infatti una serie di disturbi di tipo neurologico, gravi e invalidanti. “ Ne sono responsabili gli osteofiti, cioè delle escrescenze ossee che si formano sulla superficie delle vertebre colpite dall’artrosi,” spiega il professore Antonio Solini, primario  del centro studio e chirurgia del rachide cervicale, divisione di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Molinette di Torino. “Possono provocare una compressione e irritazione del midollo o delle radici nervose con disturbi diversi.” Oggi però è possibile risolvere anche queste forme di artrosi con pieno successo grazie a innovative tecniche chirurgiche.

 

Quando sono le gambe a lanciare dei segnali

Debolezza alle gambe, il percepirle come “legnose” dopo una breve passeggiata, una sensazione di fatica nel salire le scale devono far sospettare che le sporgenze ossee prodotte dall’artrosi restringano il canale vertebrale in cui passa il midollo nervoso e ne provochino una compressione. “Al primo manifestarsi di questi sintomi è necessario recarsi dal medico,” dice il professore Antonio Solini. “Se c’è la conferma di una sofferenza midollare, è necessario procedere al più presto alla decompressione del midollo per via chirurgico. Infatti in base alla nostra esperienza con migliaia di casi, l’intervento è tanto più efficace quanto più è precoce.” Oggi ci sono diverse metodologie operatorie che vanno valutate sul singolo paziente, tutte però prevedono l’asportazione degli osteofiti, la decompressione del midollo e in caso di perdita della lordosi cervicale, la sua stabilizzazione. A seconda dei casi l’intervento dura 1-3 ore massimo e già il terzo giorno si torna a casa. Si porta un collare morbido per 30 giorni e sono necessari un paio di mesi di fisioterapia per il pieno recupero dei disturbi alle gambe, ma si può riprendere subito la propria attività. 

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