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Antinfiammatori: una pasticca... e via il dolore

Come fare un uso corretto dei farmaci più utilizzati in tutto il mondo, senza abusarne. Il rapporto beneficio-rischio di FANS e cortisonici, da prendere solo su prescrizione medica, per malattie importanti.

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Antinfiammatori: una pasticca... e via il dolore

I farmaci antinfiammatori sono medicine che combattono l’infiammazione, una delle reazioni più comuni messe in atto dal nostro organismo quando viene aggredito da qualche agente in grado di provocare un danno più o meno importante. È il caso, per esempio, di un trauma o di una ferita accidentale, dell’usura delle articolazioni (artrosi) dovuta  al sovraccarico o all’età, dell’aggressione di virus o di batteri che causano infezioni, o della comparsa di malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide. In altre parole, l’infiammazione è una forma di reazione dell’organismo che si difende da certi tipi di aggressione e cerca diriparare i danni.


I cortisonici sono più potenti 

Durante l’infiammazione vengono prodotte grandi quantità di prostaglandine, sostanze tra le principali responsabili della comparsa di tipici segni dell’infiammazione: gonfiori, dolore e febbre. Con l’identificazione delle prostaglandine, è stata scoperta anche l’importanza dei corticosteroidi, ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali e dotati di notevole attività antinfiammatoria e di grande azione depressiva sul sistema immunitario. In base a queste scoperte, sono state sviluppate in laboratorio numerose sostanze simili al cortisolo, note come cortisonici, considerati tra i più potenti farmaci antinfiammatori. Questa classe di farmaci, nota anche come “antinfiammatori steroidei”, viene distinta dalla classe dei “farmaci antinfiammatori non steroidei” o FANS, sia per il loro differente meccanismo d’azione sia per il differente profilo terapeutico e di sicurezza. Infatti, l’azione antinfiammatoria dei cortisonici è molto più potente di quella dei FANS.

Proteggi l’intestino

Alcuni FANS in pastiglie sono disponibili in particolari formulazioni per aumentare la tollerabilità a livello dello stomaco. Alcuni prodotti sono “tamponati”, altri “a lento rilascio”, alcuni infine sono “gastroprotetti” e liberano il farmaco soltanto nell’intestino. In caso di grave intolleranza gastrica, alcuni medicinali sono disponibili anche in supposte. Ricorda che le azioni tossiche sullo stomaco non sono dovute soltanto al contatto diretto con la mucosa, ma anche e soprattutto all’esposizione al farmaco durante la distribuzione ai tessuti attraverso il sangue.

 

Non vanno usati a lungo

Il profilo di sicurezza dei cortisonici è sensibilmente differente da quella dei FANS. Se usati per brevi periodi di tempo, anche a dosi elevate, i cortisonici sono in genere ben tollerati, ma se somministrati a lungo possono creare non pochi problemi, come bloccare la crescita nei bambini e negli adolescenti, aumentare il rischio di iperglicemia e di osteoporosi negli adulti, perché trasformano le proteine in zucchero, e aumentare il rischio di infezioni e di tumori, perché abbassano le difese immunitarie. Inoltre, spesso i malati che fanno uso cronico di cortisonici hanno una minore resistenza nei confronti delle infezioni. Infatti, questi farmaci riducono il numero di anticorpi prodotti dall’organismo e le cellule del sistema immunitario diventano meno attive nel passare al contrattacco per combattere alcune malattie. Raffreddori, influenze e ogni altro tipo di infezione possono quindi diventare più frequenti, dato che l’organismo è meno efficiente nel contrastare le aggressioni proprio per colpa dei cortisonici. Questi farmaci, dunque, devono essere usati soltanto su prescrizione medica per malattie infiammatorie acute o croniche importanti, come l’asma, l’artrite reumatoide e in altre malattie autoimmuni.

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