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Antibiotici: quando usarli, quando no

Arriva l’influenza e inizia la corsa agli antibiotici. Peccato che questi farmaci siano inutili contro le infezioni virali e un uso improprio possa creare complicanze anche gravi…

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Antibiotici: quando usarli, quando no

Con la consulenza del dott. CORRADO GIUA MARASSI, farmacologo e presidente della Società italiana di farmacia clinica. www.sifac.it

 

Scampare a un raffreddore nei mesi più freddi dell’anno è un’impresa ardua. Figuriamoci averla vinta sull’influenza. Per curare questa infezione delle vie respiratorie, gli antibiotici non sono quasi mai necessari, eppure gli italiani ne abusano e li assumono con leggerezza, senza sapere che un utilizzo scorretto e inappropriato può avere fastidiose conseguenze.


Mai contro i virus

In caso di influenza, raffreddore e altre malattie virali, l’uso degli antibiotici è assolutamente inutile, perché questi farmaci sono appropriati solamente nelle infezioni batteriche. Per di più, non sono tutti uguali e differiscono tra loro in dosi, modalità e durata della terapia: prescriverli è compito esclusivo del medico o del pediatra, per cui non vanno mai assunti quelli avanzati da cure precedenti né condivisi con altre persone che presentano sintomi simili ai propri.

Oltre a non sortire alcun beneficio, il “fai da te” rischia di farci incorrere in spiacevoli effetti collaterali come diarrea, nausea o eruzioni cutanee. Piuttosto, esistono altri medicinali (spesso senza necessità di prescrizione medica) che possono contribuire ad alleviare i fastidi: gli antidolorifici ad esempio attenuano i dolori e abbassano la febbre; gli antinfiammatori, come gli spray o le pastiglie per la gola, facilitano la deglutizione; gli espettoranti orali agevolano l’eliminazione delle secrezioni presenti nelle vie aeree; gli spray nasali e i decongestionanti aiutano a respirare meglio; gli antistaminici mitigano prurito, starnuti e secrezione nasale.

 

Sicuri per i bambini

Gli antibiotici sono farmaci sicuri anche in ambito pediatrico. “È bene sottolineare però che i bambini non sono dei ‘piccoli uomini’, perché hanno un organismo e un sistema metabolico differente da quello degli adulti” tiene a sottolineare Giua Marassi. “Per assecondare queste diverse esigenze, esistono formulazioni specificamente destinate ai piccoli di casa, costituite da dosaggi inferiori e particolari forme farmaceutiche, come sciroppi edulcorati ad esempio anziché compresse per favorire la deglutizione”.

In caso di sospetta infezione, è importante evitare il “fai da te”, sommi­nistrando al bambino le nostre compresse antibiotiche, ma affidarsi sem­pre al pediatra. Particolare prudenza va riservata nel primo anno di età: uno studio pub­blicato sulla rivista Allergy, Asthma & Clinical Immunology ha dimostrato infatti che assumere antibiotici in questa fase delicata determina una maggiore probabilità di sviluppare allergie alimentari. La causa starebbe nella modificazione della flora batterica intestinale, in grado di influenzare una moltitudine di funzioni organiche.

 

Si assumono così…

Gli antibiotici vanno assunti correttamente negli orari stabiliti dallo schema terapeutico prescritto dal medico, senza mai dimenticare o ritardare troppo la somministrazione per evitare che l’effetto venga compromesso, ma anche di alimentare fenomeni di resistenza. Lo stesso farmacista può fornire preziose indicazioni, visto che per ogni antibiotico è opportuna un’assunzione a stomaco pieno piuttosto che vuoto oppure in concomitanza con il cibo. Le compresse inoltre non devono mai essere triturate o spezzate in due parti ma vanno assunte intere, salvo specifica indicazione medica, e durante la terapia non bisognerebbe consumare alcol per scongiurare spiacevoli (e talvolta pericolose) conseguenze.

 

Effetti collaterali

Nonostante siano farmaci salvavita, possono provocare alcuni effetti collaterali. “Oltre ad uccidere i microrganismi patogeni, gli antibiotici annientano anche la flora batterica ‘buona’ che colonizza l’intestino e le mucose, distruggendola e compromettendone la regolare funzionalità”, spiega Giua Marassi. “Così è possibile che si manifestino diarrea, gonfiore addominale, candidosi vaginale, mughetto, stomatiti e debolezza generale”. Questi spiacevoli effetti possono tuttavia essere superati grazie all’integrazione nella dieta di fermenti lattici e vitamine che, assunti lontano dalla cura antibiotica, permettono di ripristinare la flora batterica endogena.

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