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A Milano nuovo centro per le malattie croniche intestinali

Un polo d’eccellenza per la diagnosi e il trattamento tempestivo del Morbo di Crohn e della colite ulcerosa, patologie in aumento

A Milano nuovo centro per le malattie croniche intestinali

In Italia sono circa 100.000 le persone affette da una malattia infiammatoria cronica intestinale, ossia dal Morbo di Crohn o dalla colite ulcerosa. Da pochi mesi a Milano è attiva la nuova Unità Dipartimentale per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) presso l’Ospedale Universitario Luigi Sacco, un centro di eccellenza anche per chi non risiede nella città lombarda.

 

“Il nostro centro tratta una delle più alte casistiche di persone affette da MICI in Italia e in Europa”, commenta Roberto De Franchis, Direttore Generale dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia, “circa il 30% delle persone che afferiscono al centro proviene, infatti, da fuori regione”. Le novità proposte dal Centro sono diverse: innanzitutto la tecnologia all’avanguardia.

 

“Disponiamo infatti delle più moderne attrezzature diagnostiche, come la video capsula endoscopica che permette di esplorare tutto l’intestino tenue, identificando la sede di sanguinamenti digestivi di origine oscura e di precisare la diagnosi in persone con malattia di Crohn solo sospetta”, spiega Sandro Ardizzone, Responsabile dell’Unità Dipartimentale per le MICI dell’Ospedale Sacco.

 

Anche per quanto riguarda le cure non mancano le buone notizie: da una parte i farmaci biologici che possono combattere con maggiore efficacia il problema, dall’altra la riduzione del ricorso alla chirurgia. “Chi soffre di MICI può sviluppare dei restringimenti (stenosi) a livello intestinale, che oggi possiamo curare con l’endoscopia limitando gli interventi chirurgici”, dice Gianpiero Manes, Responsabile dell’Unità Dipartimentale di Endoscopia Digestiva Diagnostica e Terapeutica dell’Ospedale Sacco, “In particolare le stenosi possono essere dilatate, si possono iniettare al loro interno dei farmaci, come i cortisonici, o applicare delle protesi come gli stent.

 

L’ultima, ma non per questo meno importante, novità del nuovo centro è l’istituzione di una nuova figura infermieristica, che funge da tramite fra il malato e i medici e lo segue nelle cure.
“Negli altri paesi europei tale figura esiste già da tempo, ma in Italia non è stato facile crearla”, conclude il dottor Ardizzone.

di Stefania Rattazzi

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