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Chemioterapia più efficace con il digiuno? Il parere del nutrizionista

Secondo uno studio dell’USC di Los Angeles e dell'Istituto Gaslini di Genova, mantenere lo stomaco vuoto prima di un trattamento chemioterapico, ne potenzierebbe l'efficacia

Chemioterapia più efficace con il digiuno? Il parere del nutrizionista

Che la chemioterapia sia più efficace con il digiuno è una notizia di cui si parla da tempo. Secondo i bene informati, astenersi dal cibo prima del trattamento ne potenzia l'effetto e protegge le cellule sane. Sarà vero? Oppure sono solo voci di corridoio? Ci sono dati certi? C’è uno studio che mette tutti a tacere. Ma noi l’abbiamo chiesto a Primo Vercilli, dietologo e nutrizionista che ha appena definito la Mappa Alimentare di Marco Melandri.

 

Il digiuno migliora effetti della chemio
Secondo uno studio dell'University of Southern California (USC) di Los Angeles e dell'Istituto Gaslini di Genova, mantenere lo stomaco vuoto prima di un trattamento chemioterapico potenzierebbe di molto - anche di 20 volte su modelli animali - l'effetto della terapia sul tumore e fornirebbe una tutela alle cellule sane. "La sperimentazione, condotta su diversi modelli pre-clinici di tumori pediatrici e dell'età adulta, ha dimostrato che 48 ore di digiuno pre-trattamento non solo sono efficaci nel rendere più vulnerabili le cellule tumorali agli effetti della chemioterapia, ma ritardano di per sé la progressione del tumore – spiegano gli autori della ricerca - lo studio ha, inoltre, identificato i meccanismi molecolari che stanno alla base di questi fenomeni”. Ma cosa ne pensa il dietologo?

 

Il parere del medico
"Non è una novità: sono molti anni che esistono filosofie di pensiero che attribuiscono al digiuno una enorme proprietà terapeutica nei confronti di molte malattie e persino del tumore. Alcune considerazioni bisogna però farle", suggerisce Primo Vercilli spiegando che "intanto, con il termine "digiuno terapeutico" si intende sempre una astensione da cibi solidi e mai liquidi. Normalmente, infatti, in questi periodi, si garantisce all’organismo un apporto idrico a volte anche maggiore rispetto al normale. In secondo luogo, proprio perché si tratta di una terapia, questa pratica non va mai, assolutamente, intrapresa senza il sostegno e il controllo di un medico. Io sono comunque personalmente contrario ad una simile pratica terapeutica".

 

In merito alla ricerca
"Quanto, invece, alla maggiore efficacia del digiuno nei confronti di una eventuale chemioterapia in fase di tumore, ci sarebbe da capire meglio come è stato condotto lo studio; intanto lo studio riportato è fatto su animali e questo significa che ha bisogno di ricerche molto più approfondite su uomini perché se ne possa stabilire la reale efficacia; in secondo luogo è necessario capire in che cosa realmente consisteva il digiuno (magari si trattava di una astensione da cibi solidi, ma con grande apporto di centrifugati di frutta e verdura). Già nel 2008 il professor Valter Longo aveva dimostrato che una restrizione calorica, con 48 ore di digiuno, migliorava la risposta alla chemioterapia; ora certamente si stanno facendo passi interessanti in questa direzione soprattutto perché queste scoperte permettono meglio di capire i meccanismi molecolari che stanno dietro la risposta  alla chemioterapia e alla progressione del tumore, ma guai a pensare che il digiuno sia la chiave per la soluzione di questo grande problema e, soprattutto, guai, a prendere iniziative personali in tal senso. A volta una notizia sensazionale spinge le persone a prendere iniziative per proprio conto, senza consultare un medico, aggravando certamente la propria condizione di salute".



Senza bere si può vivere?

"Non è facile dire quanto può resistere una persona senza bere: dipende dall’età, dalle situazioni ambientali, dalla temperatura, dall’umidità, da quello che mangia etc", spiega il medico. "In linea di massima il limite può variare da 4 a 7 giorni, ma non di più. Si può invece stare molto di più senza mangiare (anche diverse settimane) e facendo un digiuno con apporto di soli liquidi (soprattutto succhi, tisane e centrifugati di frutta e verdura). Se comunque una persona facesse un digiuno, dopo dovrebbe reintrodurre i cibi gradualmente, cominciando con cibi semisolidi e di facile digeribilità. Prima si comincia con frutta e verdura, passate o centrifugate (quindi con poche fibre). Poi si passa ai cereali. Per ultimo si introducono le proteine".

di Roberta Maresci

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