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Allergia da contatto. Le sostanze da evitare

La dermatologa ci spiega nel dettaglio gli allergizzanti più comuni dai quali stare alla larga

Allergia da contatto. Le sostanze da evitare

Ne soffre una donna su tre: stiamo parlando dell’allergia da contatto, un disturbo in continuo aumento per la diffusione di sostanze potenzialmente tossiche e aggressive che vengono a contatto con la nostra pelle. Possono essere le più diverse: cosmetici, indumenti, deodoranti per l’ambiente, detersivi. I sintomi sono sempre gli stessi prurito improvviso, accompagnato da chiazze eritematose su cui compaiono vescicole, che rompendosi si ricoprono di crosticine. Successivamente compaiono desquamazioni e fissurazioni. Queste manifestazioni si sviluppano sulle aree cutanee direttamente a contatto con l'allergene e, se si tratta della prima esposizione all’agente allergizzante, il disturbo compare dopo cinque o sette giorni dall’avvenuto contatto. In seguito, i disturbi compaiono dopo 24-48 ore dal contatto», spiega Barbara Lucifora, dermatologa. Le zone del corpo più colpite sono in prima linea viso e mani, ma anche inguine, ascelle, gambe.


Detersivi, acqua, lattice
La pulizia della casa è una delle attività più a rischio per le allergie.
L’arsenale di sostanze tossiche presenti nei detergenti domestici, infatti, rappresenta un vero e proprio attacco alle delicate strutture cutanee. La prima aggressione però è dovuta a tensioattivi schiumogeni che si trovano nei detergenti. Questi intaccano il film idrolipidico protettivo della pelle e facilitano la penetrazione delle sostanze tossiche che scatenano l’allergia. Fra le molecole più spesso in causa troviamo il conservante e battericida formaldeide, l’ammorbidente lanolina, i profumi sintetici e l’onnipresente nickel che si trova anche nell’acqua come inquinante. In continuo aumento anche le allergie al lattice contenuto in guanti usa e getta. Per difendersi bisogna indossare sempre guanti di gomma quando si maneggiano detersivi. Questi ultimi poi vanno ridotti all’essenziale e possibilmente sostituiti con pochi prodotti semplici: sapone di Marsiglia, oli essenziali per profumare e disinfettare. Infine, è ideale utilizzare guanti latex free.


Tessuti, fibbie, bigiotteria
Un po’ per la diffusione di indumenti a basso costo che contengono sostanze poco controllate, un po’ per largo uso di materiali “nuovi” come gomme, metalli le allergie dilagano. Sul banco degli imputati: coloranti, e nickel usato nei bottoni dei jeans e nei fermagli dei reggiseni. Ma i tessuti possono dare allergie per i residui di detersivo e ammorbidenti che restano nelle fibre. Per proteggersi bisogna utilizzare biancheria intima in cotone, bianca o in colori chiari. Attenzione soprattutto a slip e reggiseni: la reazione con sudore e secrezioni può causare allergia. Osservate se i sintomi passano quando si smette di mettere quel vestito o se non si usa più quel certo tipo di detergente.


Cosmetici e tinte di capelli
Oggi le case cosmetiche sono attente al problema allergie, ma in commercio ci sono anche prodotti poco controllati che contengono derivati della formaldeide, nickel, conservanti. Queste sostanze si trovano ovunque: ombretti, fazzoletti detergenti, schiume da barba, smalti per unghie, ciprie. Particolarmente pericolose sono le tinte per capelli che contengono una sostanza tra le più problematiche: la parafenilendiamina. Prima di utilizzare questi prodotti sarebbe opportuno leggere l’etichetta che riporta tutti gli ingredienti. Così è più facile identificare l’allergizzante ed evitarlo.

di Annalisa Bacci (con la consulenza di Barbara Lucifora, dermatologa a Modica)

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