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Salute: a breve cure e terapie con la telemedicina

Salute: a breve cure e terapie con la telemedicina

Prestazioni sanitarie teleguidate, erogate a distanza, monitoraggio dei malati cronici, soprattutto anziani, attraverso dispositivi che trasmettono al medico e a chi fa assistenza parametri clinici e biologici, e addirittura interventi d’emergenza più efficaci, anche nelle zone più isolate e impervie del Paese, grazie a strumenti tecnologici che consentono agli operatori di tamponare l’urgenza da remoto. Sono solo alcune delle promesse della telemedicina, che ora hanno più chance di divenire a breve realtà in Italia, grazie alle Linee d’indirizzo nazionali, approvate da poco dalla Conferenza Stato-Regioni. “Le linee d’indirizzo nazionali sulla telemedicina sono un importante riconoscimento dello Stato centrale ai numerosi sforzi, profusi sul territorio, per rendere più efficace ed efficiente l’assistenza sanitaria, sfruttando al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie – afferma il professor Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma –. Ma linee d’indirizzo uniche e omogenee a livello nazionale – aggiunge Bernabei – significano anche maggiori possibilità di implementazione concreta, nelle singole Regioni, di servizi integrati di telemedicina: c’è finalmente più chiarezza su come rimborsare queste prestazioni, come computarle nei budget e come inscriverle in un modello complessivo di assistenza d’avanguardia. Il documento varato dalla conferenza Stato-Regioni ci consentirà d’intercettare le opportunità offerte dalle nuove apparecchiature micronizzate”. Se i dispositivi per la telemedicina sono disponibili da qualche anno, infatti, oggi sono caratterizzati da dimensioni ridottissime e inedita facilità d’utilizzo, “proprietà imprescindibili –sottolinea Bernabei – soprattutto quando si tratta di assistere pazienti complessi come gli anziani, che sono tra i fruitori d’elezione dei servizi di telemedicina”.  E lo sono, se non altro, perché la popolazione sta invecchiando rapidamente, e presto non ci saranno operatori sanitari e strutture a sufficienza per assistere tutti i nonni d’Italia: la telemedicina potrebbe utilmente sopperire.

Ma ecco, nel dettaglio, le novità introdotte dalle Linee d’indirizzo nazionali: “Il documento parla finalmente di rimborsabilità, da parte del Servizio sanitario nazionale, delle prestazioni di telemedicina – spiega il professor Sergio Pillon, Direttore dell’Unità operativa dipartimentale di Telemedicina dell’A.O. San Camillo Forlanini di Roma –.Un elettrocardiogramma sarà rimborsato, benché probabilmente a tariffe leggermente differenti, sia che sia eseguito in ospedale, sia che avvenga in remoto con uno dei moderni strumenti. Sono stati poi definiti i criteri di autorizzazione e accreditamento, da parte delle strutture sanitarie, per l’erogazione di prestazioni in telemedicina. E ancora, sono state individuate le modalità con le quali deve operare un servizio di telemedicina: criteri di efficienza e norme a tutela della sicurezza dei pazienti. Si tratta di standard che importano un valore aggiunto fondamentale, cioè l’interoperabilità fra i servizi di telemedicina regionali: in questo modo i servizi di successo sono replicabili, e le aziende che vogliano fare investimenti, per lanciare strumenti d’avanguardia, sanno che potranno offrire i nuovi dispositivi e i nuovi modelli in tutto il territorio nazionale.”.

Con il nuovo documento –spiega il professor Gianfranco Gensini, Direttore del Dipartimento del cuore e dei vasi dell’A.O.U. Careggi di Firenze, nonché vicepresidente della I Sezione del Consiglio superiore di Sanità,– potremo finalmente mettere a fattor comune le esperienze di maggior successo portate avanti in quest’ambito in diverse regioni; così sfrutteremo appieno, in modo organico e coerente, l’efficacia clinica e i benefici economici delle molte prestazioni che possono essere rese in telemedicina”.

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