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Luca Angeletti: ai bambini bisogna spiegare tutto

Sono contrario alle bugie, a escluderli dalle cose pensando che non capiscano. È importante avere con loro un dialogo sincero, certo utilizzando linguaggio adatto ai bimbi

Luca Angeletti: ai bambini bisogna spiegare tutto
Luca Angeletti e Antonia Liskova

Luca Angeletti, un successo dopo l’altro: dopo "Tutti pazzi per amore" ha portato in scena al Teatro Cometa Off "Alla fine lui muore", scritto e diretto da Daniele Prato e prodotto da Antonia Liskova. Un monologo, che presto girerà l’Italia in tournée, in cui Angeletti veste i panni di un bambino che parla e pensa quasi come un adulto: oggi per lui è un giorno importante perché deve incontrare Gesù Cristo, ma sembra che la cosa non gli interessi affatto, anzi, non vede l’ora che tutto finisca il più presto possibile. Il bambino, si pone domande importanti.

"Si tratta di un personaggio libero il più possibile da schemi adulti, con la purezza del bambino", dice Luca. "È un bambino, parla con spensieratezza, in maniera più istintiva, senza sovrastrutture. I piccoli hanno una mente fresca, si lasciano stupire dalle cose, hanno grande entusiasmo. Il pubblico mi dice che il mio personaggio li fa riflettere, sulla loro parte fanciullesca che ancora mantengono. Mi sento ancora un sognatore, cerco di mantenere intatta la mia coerenza, ragiono con la mia testa".


Tu hai una bimba…
"Sì, Margherita, 4 anni, e come dico io vede il mondo con occhi nuovi. Ogni bambino nasce con gli occhi nuovi. Con lei ho imparato a comunicare in modo diverso. Con i bimbi nulla va lasciato al caso: con loro bisogna parlare, coinvolgerli, insegnando loro a osservare come funziona il mondo: è giusto proteggerli, ma senza escluderli dalla vita. Bisogna avere rispetto, loro capiscono tutto, specie le bugie. E ci rimangono tanto male. Cerco di fare del mio meglio io. So chi sono diventato, credo di conoscermi bene. E parto dal presupposto che mia figlia è diversa da me. Cerco di non trasmetterle le mie ansie, i miei timori, il mio vissuto".


Si parla anche di rapporti familiari, con i genitori? Quanto contano? E quanto condizionano la crescita di un bambino?

"Condizionano molto la vita futura di un bambino. Il rapporto con i genitori è importantissimo, la madre e padre sono di esempio, tracciano la strada. I figli vanno seguiti. Se un bimbo viene lasciato solo si crea un mondo suo e si fa delle sue idee. E delle sue opinioni. Non c’è nessuno che gliele spiega".


E tu che infanzia hai avuto?
"Ero un bambino chiuso, credo sia stato difficile per i miei genitori".

Il tuo antistress?
"La musica è una parte di me. Appartengo a un gruppo, l’Orchestraccia, ci esibiamo in vari teatri italiani, con un repertorio romanesco. Mi fa da terapia, è una valvola, direi anzi una compagna di vita. E piace anche a mia figlia!"


È vero che sei ipocondriaco?
"Sì e non prendo medicine finché non è necessario. Da qualche anno ho scoperto l’omeopatia e se i farmaci non sono strettamente necessari preferisco prendere prodotti naturali."

di Angelica Amodei
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