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Caterina Murino, mamma a distanza per Amref

Intervista alla bond girl Solange nel film Agente 007 - Casino Royale, testimonial d'eccezione di Amref per l’iniziativa 'Stand up for african mothers'

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Caterina Murino, mamma a distanza per Amref
Foto di Alida Vanni

"Stiamo già raccogliendo moltissime firme", fa sapere da Deauville Caterina Murino, ambasciatrice Amref dal 2006 e testimonial d'eccezione dell'iniziativa che sarà presentata in Italia il 28 ottobre. L’obiettivo di 'Stand up for african mothers', è ambizioso ma non impossibile: ridurre del 25% il tasso di mortalità materna in Africa entro il 2015. La Ong Amref nei prossimi quattro anni, punta a formare 30mila nuove ostetriche in Africa sub sahariana, dove il 70% delle donne non riceve assistenza prenatale e la metà dei parti avviene in casa senza alcuna assistenza medica. I dati sono allarmanti: ogni anno 280mila donne spirano dando alla luce un figlio e 1,5 milioni di bambini restano orfani di madre.

 

Caterina, perché un’attrice famosa come te sceglie di sostenere le madri africane?

Ritengo di avere una grande fortuna nella mia vita: posso fare quello che amo, come appunto il lavoro dell’attrice, e ho l’opportunità di farlo quotidianamente. Credo che la consapevolezza di questa fortuna mi obblighi a dedicare almeno una parte della mia vita - e del mio tempo - alle popolazioni che sono state meno fortunate alla nascita. Tutti noi, infatti, dovremmo essere consapevoli di essere fortunati per il solo fatto di essere nati in Italia, un Paese così meraviglioso e agiato rispetto all’Africa, una terra altrettanto meravigliosa, ma a volte ostile all’uomo.

 

Qual è il valore, la diversità del progetto di Amref “Stand Up for African Mothers”?

Amref è da sempre un’organizzazione attiva nel contesto africano e, proprio per questo motivo, conosce bene l’importanza che le donne hanno nella cultura africana. Nei miei viaggi in Africa, infatti, ho sempre visto le donne in primo piano: sono le donne che si occupano della famiglia, dell’educazione. Sono le donne che percorrono 30-40 chilometri a piedi per andare a cercare l’acqua. Sono le donne che vengono coinvolte, attraverso strumenti di micro-finanza, per cercare di sviluppare l’economia del Paese. Sono le donne che hanno in mano il futuro dell’Africa.

Occorre quindi agire proprio a tutela delle donne, per contrastare il dato secondo cui in Africa ogni anno 30 mila donne muoiono durante il parto, soprattutto nel Sud-Sudan e in Uganda,  i Paesi maggiormente massacrati da questa maledizione. L’obiettivo di Amref è di formare 30 mila ostetriche entro il 2015, perché aumentando il numero delle ostetriche possa diminuire la mortalità durante il parto. Queste morti, infatti, sono dovute a banali complicazioni che un’ostetrica formata dall’Amref potrebbe evitare.

 

Che cosa possiamo fare concretamente per migliorare la condizione della maternità in Africa?

Oltre a un contributo economico, anche piccolo, possiamo firmare una petizione che, partita in occasione del Women’s Forum di Deauville, durerà fino a ottobre 2012. L’obiettivo è candidare al Nobel per la Pace l’ostetrica ugandese Esther Madudu, come simbolo di tutte le donne ostetriche africane. Si può firmare la petizione sul sito web http://www.standupforafricanmothers.org/.

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