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Catena Fiorello: nella vita per essere felici bisogna essere se stessi

La popolare scrittrice e conduttrice in libreria con un nuovo libro. E svela pure una ricetta veloce veloce

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Catena Fiorello: nella vita per essere felici bisogna essere se stessi

Catena Fiorello di nuovo in libreria con il libro 'Casca il mondo Casca la terra' (edito da Rizzoli), che è già un grande successo. Un romanzo estremamente avvincente, ma soprattutto così vicino alla realtà, al mondo dei sentimenti. Leggendolo fa riflettere sulla coppia, i legami di oggi.

"Mi sono ispirata al mondo che ci circonda, come dico io l’ho annusato, ho osservato ciò che sta accadendo, la perdita dei valori, il ragionamento che entra nei sentimenti e finisce per 'ammazzare' l’amore", confida Catena.


Il libro narra di un tradimento, di due donne rivali, la moglie, l’amante nella Roma moderna, tanto da far riflettere anche sul tema: si vive troppo di apparenze?
"Proprio così, il denaro si è impossessato dei sentimenti, molte coppie stanno insieme per apparenza, per interessi economici. Perché accade questo? A volte per dolori pregressi, situazioni familiari che si trascinano fin dall’infanzia, per cose non dette, per l’ossessione del successo, del potere. La protagonista del  mio libro, per esempio, deve nascondere un passato che detesta, umiliazioni, povertà. ‘Un giorno ce la farò: dice a se stessa. E apparentemente ottiene tutto, benessere, soldi, affermazione. Alla faccia di tutti ce l’ha fatta. In realtà le manca la felicità, perché non vive sentimenti autentici e soffre del tradimento del marito. Non si tratta, però, di un libro sul tradimento, piuttosto è un’occasione per guardarsi allo specchio".


Dietro al dolore che cosa c’è?
"Molto spesso la solitudine. Quando si soffre si pensa di essere soli e si finisce per non chiedere aiuto e chiudersi in sé stessi. Questo è un grande errore: cercando conforto, una mano tesa, molti accorrerebbero, un amico, qualcuno di famiglia. È sbagliato pensare che gli altri non ci possono capire".


Questo libro per te è stato terapeutico?
"Mi ha fatto riflettere molto, scriverlo è stato faticoso e mi ha insegnato una cosa: a non fidarmi delle apparenze, un grande errore. La mia protagonista si sottopone a sedute di psicanalisi. E impara che è meglio evitare di fingere. La verità comunque esce fuori. Essere sempre se stessi non è banale. Non bisogna vergognarsi di come si è, di ciò che si ha o che non si ha. È sbagliato vivere di frustrazioni. Molti vivono sentendosi inadeguati, desiderando sempre le cose degli altri. Come la mia protagonista, che quando capisce questo sarà finalmente una donna libera. E anche io attraverso la stesura del libro ho capito ancora di più che la parola accontentarsi nella vita non va vista nella sua eccezione negativa. Significa, invece, essere saggi e felici di ciò che si ha".

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