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Risvegli notturni

Non rassegnarti. Anche tu puoi riuscire a dormire bene e a lungo, basta seguire qualche utile consiglio

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Risvegli notturni

Con la consulenza del prof. Luigi Ferini Strambi, Responsabile del Centro di medicina del sonno dell’Ospedale San Raffaele-Turro di Milano

 

Ne soffre il 10% della popolazione. Spesso colpiscono gli over 50, ma non disdegnano nemmeno i più giovani e “attivi”. Si tratta di fastidiosi compagni che possono rovinarti la notte e che, a volte, si trasformano in una vera e propria forma di insonnia. “Le cause alla base dei risvegli notturni sono molteplici. I risvegli possono essere occasionali o protratti nel tempo: in quest’ultimo caso si parla di insonnia da mantenimento del sonno, che rappresenta il 50-60% di tutte le forme di insonnia. Quando i risvegli notturni si manifestano frequentemente, spesso sono dovuti alle apnee oppure al mioclono (una sorta di scosse di breve durata alle gambe che si manifestano ogni 30-40 secondi). Quando invece vanno e vengono possono essere legate a un periodo di stress, a una sensazione di dolore, a un brutto sogno, oppure a cause esterne, come il russamento di chi dorme vicino o il rumore proveniente dalla strada” spiega il professor Luigi Ferini Strambi. Per capire se hai a che fare con una causa occasionale o esterna puoi fare mente locale su quanto succede di notte. Spesso si tratta di un problema temporaneo. Attenzione, però: se i fastidi continuano per più di 10-15 giorni, parlane con il medico perché potrebbe essere necessario qualche “ritocco” al tuo stile di vita.

 

Lo stile di vita più adatto: a volte possono bastare alcune precauzioni

Per prima cosa puoi provare ad andare a dormire più o meno sempre alla stessa ora, anche nei giorni festivi. Questo non significa che non puoi più concederti una cena fuori nei weekend, ma che è meglio cercare di non fare le ore piccole per più sere di seguito, per non sommare la stanchezza dei risvegli a quella delle poche ore di sonno, con il rischio di peggiorare la situazione, come in un circolo vizioso. “Se si è tesi e stanchi, infatti, può succedere che una volta terminata la fase di sonno profondo, anziché passare a una fase di sonno più leggero ma ugualmente ristoratore, ci si svegli in piena notte, prolungando nel tempo il problema” dice il professor Ferini Strambi. Un altro consiglio da far tuo è quello di praticare un’attività fisica che ti piaccia e ti rilassi: così produrrai endorfine, sostanze tranquillanti naturali che ti fanno dormire meglio. Evita, però, di fare sport nelle 3-4 ore prima di andare a letto, altrimenti rischi di arrivare troppo “eccitata” al momento della buonanotte per riuscire a rilassarti e a dormire bene.

 

Quando invece servono i farmaci

Se la causa dei tuoi risvegli notturni è una malattia, può essere necessario ricorrere ai farmaci. “Nel caso del mioclono, o sindrome delle gambe senza riposo, possono servire dei farmaci che migliorano la trasmissione nervosa (farmaci dopaminoagonisti) alleviando il problema dei tremori, che devono essere prescritti dal medico dopo la diagnosi” spiega Ferini Strambi. Talvolta è necessario ricorrere ai medicinali anche se le cause sono esterne o occasionali, ma il problema permane.

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