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Psoriasi: al via il congresso sulla patologia cutanea

In Italia, la malattia sistemica colpisce 2,5 milioni persone. Non coinvolge solo la pelle ma anche altri organi e tessuti. Riuniti a Roma i massimi esperti dermatologi di tutto il mondo. L’eccellenza della dermatologia italiana e le novità delle cure.

Psoriasi: al via il congresso sulla patologia cutanea

Da oggi, giovedì 9, fino a sabato 11 aprile si svolge a Roma il primo appuntamento con “PsoFuture - New directions from the Eternal City”, evento internazionale dedicato a questa patologia cutanea che nel mondo colpisce quasi 150 milioni di persone.

Il congresso vede riuniti importanti opinion leader a livello mondiale della dermatologia e di altre discipline mediche coinvolte nell’approccio terapeutico della psoriasi – cardiologia, reumatologia, gastroenterologia, oncologia e psicologia – che si confronteranno condividendo le rispettive esperienze cliniche e le informazioni sugli avanzamenti e sulle novità di rilievo sulla patologia. Capofila e promotore dell’evento la Dermatologia italiana, eccellenza riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.

 

I temi del Congresso

Nelle diverse sessioni saranno affrontati i temi di maggiore attualità tra i quali le nuove conoscenze nel campo della genetica, delle patologie immunomediate, dei meccanismi patogenetici, delle comorbilità, delle implicazioni sulla qualità di vita e il peso psico-sociale della psoriasi. Argomenti da trattare con un’impostazione multidisciplinare, basata sulla moderna valutazione della psoriasi come malattia sistemica che non coinvolge solo la pelle ma anche altri organi e tessuti: se lo specialista dermatologo è la figura di riferimento all’interno del percorso diagnostico-terapeutico appropriato, altri specialisti possono essere coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle patologie comunemente associate alla psoriasi, le cosiddette comorbilità.

 

PsoFuture” (www.psofuture.org) è un grande evento che non riguarda solo la comunità scientifica ma migliaia di pazienti: l’aspettativa è che dal congresso emergano nuove conoscenze in grado di affrontare le sfide cliniche che riserva il futuro per questa patologia, ma soprattutto di assicurare ai pazienti una qualità di vita sempre migliore, anche grazie alle terapie innovative.

 

Novità delle cure

In Italia le persone affette da psoriasi sono almeno 2,5 milioni, l’80% delle quali colpite dalla forma lieve-moderata, spesso poco conosciuta e, di conseguenza, non adeguatamente curata. Fino a poco tempo fa il trattamento della patologia, caratterizzato da una difficile gestione dovuta alla scarsa praticità dei farmaci disponibili, contribuiva ad aggravare il disagio psicologico del paziente influendo negativamente sull’aderenza alla terapia, con evidenti ripercussioni sulla sua efficacia e sul decorso della malattia.

La grande novità di questi anni tra le terapie topiche per la cura della psoriasi lieve-moderata è rappresentata dalla combinazione in gel di un derivato della vitamina D, il calcipotriolo, associato al betametasone, un antiinfiammatorio corticosteroideo di elevata efficacia. Alla luce della revisione sistematica dei dati esistenti in letteratura sui benefici e sui rischi dei diversi trattamenti, questa combinazione, somministrata una sola volta al giorno, si è rivelata più efficace, rapida e meglio tollerata rispetto alle altre terapie convenzionali.

“Dopo otto settimane di trattamento, infatti, si registra una riduzione di circa il 75% dell’indice PASI che misura l’estensione e la severità delle lesioni cutanee, contro il 61,3% dello steroide e il 55,3% del calcipotriolo, utilizzati singolarmente. Altro punto di forza – spiega il professor Sergio Chimenti, chairman del Comitato Scientifico e Direttore della Clinica Dermatologica all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” -, è la monosomministrazione giornaliera che garantisce una maggiore aderenza da parte del paziente e non grava sulla qualità di vita”. La combinazione in gel lipofilo, quindi, essendo anche pratica dal punto di vista cosmetico, viene incontro alle esigenze dei pazienti garantendo una maggiore compliance terapeutica e contribuendo a raggiungere un’efficacia clinica reale.

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