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Una settimana per aiutare chi teme di essere uno stalker

Dall’11 al 18 maggio, in molte città italiane, l’Osservatorio nazionale sullo stalking organizza una campagna destinata a chi si rende conto di perseguitare qualcuno

Una settimana per aiutare chi teme di essere uno stalker

Un italiano su cinque è stato vittima di molestie insistenti, e sembra che questa tendenza non si stia placando. Sono i dati della ricerca condotta dall’Osservatorio nazionale sullo stalking: l’80 per cento delle vittime sono donne, ma anche per quanto riguarda gli uomini le richieste d’aiuto sono cresciute dal 10 al 25 per cento negli ultimi anni.

Lo stalking è un fenomeno trasversale e può colpire chiunque: secondo Massimo Lattanzi, psicoterapeuta e coordinatore dell’Osservatorio, non esiste un profilo della vittima e del persecutore; l’unico tratto caratteristico che si può rintracciare in tutti i presunti “stalker” è la tendenza alla manipolazione e la difficoltà ad accettare un abbandono.

L’Osservatorio sullo stalking è nato nel 2002 e conta sette sportelli già attivi sul territorio nazionale (Milano, Varese, Genova, Pescara, Roma, Vibo Valentia, Cagliari) che offrono consulenza psicologica e legale gratuita e una valutazione del rischio personalizzata per ogni caso.

L’associazione ha organizzato una campagna nazionale di sensibilizzazione destinata proprio agli stalker, che si svolgerà dall’11 al 18 maggio a Firenze, Milano, Torino, Genova e Cagliari, dove saranno presentati il manuale “Rifiuto Tossico” (a cura di Massimo Lattanzi, AIPC Editore) e il cortometraggio “Amore Buio” di Massimo Terranova. Il calendario, che è ancora in definizione, toccherà anche altre città italiane, fino al 27 maggio. L’obiettivo di questo progetto è quello di fornire, a tutte le persone che si rendono conto di perseguitare qualcuno, la possibilità di uscire da questa condizione grazie a una presa di coscienza del problema e a un supporto psicologico specializzato, offerto dagli specialisti del Centro Presunti Autori e coordinato dagli psicologi dell’associazione.

L’escalation di violenza che ha portato l’anno scorso a contare numerosi omicidi legati a casi di stalking, ha dimostrato che la coercizione non è sufficiente da sola a combattere le persecuzioni; la prevenzione e un percorso di risocializzazione sono gli unici strumenti davvero in grado di diminuire l’incidenza dello stalking.

Per informazioni:  www.stalking.it, www.osservatoriosicurezza.it, www.criminalmente.it.

di Monica Coviello

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