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Mangiarsi le unghie, una cattiva abitudine che nasconde un disagio

Molto comune tra i bambini, l’onicofagia interessa anche parecchi adulti, che la usano come strategia antistress

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Mangiarsi le unghie, una cattiva abitudine che nasconde un disagio

È successo a tutti, quando ci sentiamo un po’ nervosi, di mordicchiarci le unghie o di tormentarci le pellicine delle dita. Ma ci sono persone che non possono farne a meno e non riescono a smettere. L’onicofagia non è certamente un problema serio, ma un vizio che può provocare disturbi anche molto fastidiosi alle dita. Come altre abitudini (per esempio, toccarsi continuamente i capelli), è manifestazione di un  malessere, un modo di reagire a qualcosa che non va e scaricare le tensioni.

 

Se interessa i bambini

Sono molti i bambini e i ragazzi, senza distinzione di sesso, ad avere quest’abitudine che, in genere, scompare con l’età, per ragioni di ordine estetico e sociale. Come per altri piccoli vizi (succhiarsi il pollice o l’angolo del lenzuolo) lo stimolo è di origine psicologica: il bambino succhia per rivivere le sensazioni piacevoli che ha provato durante la poppata dal seno della mamma.

Ma non è solo ricerca del piacere, bensì anche un mezzo istintivo con cui si difende dall’ansia del distacco, per esempio prima di dormire. L’atto del rosicchiare, infine, è sintomo di aggressività repressa. I genitori in genere si limitano a contenere il vizio, per paura che diventi cronico.

Tuttavia, poiché spesso si tratta di un’abitudine passeggera, è inutile, o perfino controproducente, reprimerla o punire il piccolo.

 

Quando persiste anche da adulti

Si stima che l’onicofagia riguardi il 5% della popolazione adulta, con tutte le antipatiche conseguenze che ne derivano. In questo caso è fondamentale preservare la salute delle unghie, dato che dopo anni di "torture", sono deformate, fragili e si rompono al minimo urto. È necessario fornire all'organismo sostanze che rinforzino le parti sciupate, stimolando la produzione di cheratina, la proteina che le rende dure e compatte. È consigliabile una dieta ricca di verdure fresche crude, indispensabili per fornire alle unghie i sali minerali e di latte, ricco di calcio (da uno a quattro bicchieri al giorno, meglio se intero e fresco).

Oltre alla dieta, possono venire in soccorso delle unghie cure locali, per esempio è di grande utilità un maniluvio quotidiano con acqua e sale marino, possibilmente non raffinato. Due o tre volte alla settimana, si possono immergere le punte delle dita in una bacinella con olio di ricino, frizionandole l'una con l'altra per una decina di minuti, affinché penetrino nelle unghie sali e oli minerali.

Il medico è indispensabile quando c’è un’infiammazione o in caso di infezione. 

PARLIAMO DI: onicofagia, pellicine, cheratina,

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