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Chi è il tuo compagno di banco?

L’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità traccia un quadro che descrive i punti di forza e le debolezze degli studenti stranieri

Chi è il tuo compagno di banco?

Il compagno di banco del tuo bambino? È sempre più alta la probabilità che sia figlio di genitori stranieri. Ma ogni etnia presenta qualche “tipicità”: l’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità della Lombardia ha provato a tracciare un identikit dei giovani stranieri, che può aiutarci a conoscere quali sono i loro punti di forza e i problemi che devono affrontare.

Per esempio, sembra che i cinesi e gli indiani siano i più “chiusi”, perché frequentano soprattutto ragazzi della stessa nazionalità. Gli ecuadoriani sarebbero quelli che a scuola hanno più problemi mentre gli albanesi i più integrati per le “frequentazioni”. Secondo lo studio (che è limitato ai principali sei gruppi nazionali), la frequentazione di amici connazionali è massima tra i cinesi (nel 69% dei casi) e tra gli indiani (nel 48%), mentre è circa del 37% tra i rumeni e del 22% tra gli egiziani (che frequentano soprattutto italiani). Gli albanesi sono invece quelli che frequentano nella stessa misura sia gli italiani che gli stranieri (51%), e sono seguiti dai latinoamericani (48%).

Quanto ai problemi con i genitori, il gruppo latinoamericano ha più segnalazioni rispetto al rendimento scolastico (37%), mentre cinesi (14%), indiani (20%) ed egiziani (24%) le minori.
L’abbigliamento è terreno di discussione soprattutto per gli albanesi (nel 24% dei casi) e meno per gli indiani (8%). Le amicizie sono motivo di scontro con la famiglia prevalentemente per i latinoamericani (11%), così come le relazioni sentimentali (13%) e gli orari di rientro a casa (41%); mentre a litigare di più per il denaro sono i giovani albanesi (26%), ecuadoriani e peruviani (25%). In generale, in oltre il 42% dei casi, i giovani cinesi non hanno mai avuto discussioni coi propri genitori, mentre la percentuale scende al 34% fra gli indiani e al di sotto del 24% fra tutti gli altri gruppi nazionali, in ultimo gli albanesi (15%).

Un egiziano su cinque si sente italiano, contro il 2% fra i cinesi. La doppia appartenenza è invece rivendicata dal 33% degli albanesi e dal 15% dei cinesi. In futuro solamente metà dei giovani stranieri vorrebbe continuare a vivere in Italia. I più convinti sono i cinesi (59%), bene inseriti all’interno della propria comunità. I meno convinti, invece, sono i latinoamericani (41%). Infine, più di tutti sono gli indiani a lamentarsi di avere, nonostante maggiori sforzi, minori chance lavorative rispetto ai coetanei italiani (nel 45% dei casi); meno rumeni (15%) e albanesi (19%).

di Monica Coviello

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