Non è mai il momento per pagare le spese condominiali, firmare la nota sul diario del figlio, incontrare gli amici o fare la spesa… I “rimandatari” sono abituati a rinviare ogni cosa, piccola o grande che sia. A volte, dietro questo atteggiamento c’è un disequilibrio fra le condizioni di vita e le responsabilità assunte, altre volte si rimanda perché depressi, ansiosi, intimoriti dal giudizio altrui.
Perché rimandare?
Talvolta, è lo stato depressivo a far sentire ogni impegno troppo gravoso: ci si sente impreparati ad affrontare le situazioni. Altre volte, si rimanda perché oggettivamente oberati di lavoro a livello familiare e professionale. Ad aggravare la situazione ci può essere l’incapacità di delegare ad altri alcune incombenze. Infine, bisogna ammetterlo, forse si è caratterialmente più inclini schivare i problemi piuttosto che affrontarli, sperando che si risolvano da soli, per magia.
Questo atteggiamento induce un maggior consumo di zuccheri e un’alterata produzione di adrenalina. Il risultato è che ti senti stanca, insoddisfatta perché tutto ti sfugge di mano.
Per sentirsi più vivi
Rinviare le decisioni, talvolta, può dipendere da un atteggiamento psicologico simile a quello che porta compulsivamente al gioco d’azzardo: il termine tecnico che definisce questo stato è iperarousal, ossia una condizione di iperattivazione psico-fisiologica derivante dal continuo ed eccessivo rilascio di ormoni dello stress. La persona ha bisogno di un livello sempre molto alto diadrenalina, per questa ragione fa in modo di vivere sull’orlo del precipizio emotivo.
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