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Quando il terremoto fa tremare la nostra anima

La professoressa Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, ci spiega come gestire e affrontare ansie e paure che possono insorgere dinnanzi a un evento traumatico come il sisma

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Quando il terremoto fa tremare la nostra anima

Una situazione che non lascia via di fuga alle nostre angosce. Un episodio che sconvolge le nostre vite e la loro quotidianità, travolgendone le certezze e ancor prima noi stessi, mentre la terra da Nord a Sud continua a tremare. È il dramma del terremoto.

Un evento particolarmente dirompente e violento, che entra con prepotenza nel profondo delle  nostre vite, impossessandosi della loro "normalità". Un accadimento che può generare nel nostro animo ansie e paure, che con il tempo, se non affrontate, possono trasformarsi in  veri e propri disturbi. Si va dalla semplice insonnia notturna ai disturbi d’ansia, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla sindrome postraumatica da stress.

"I terremoti esterni - spiega la professoressa Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta- alimentano i terremoti interni e abitano dentro di noi come cataclismi dell’anima. È come se, col venir meno della sicurezza della terra sotto i piedi, si determinasse, di riflesso, un profondo tremore interno".

 

Quali sono i disturbi che potrebbero colpire chi ha vissuto una catastrofe di questo tipo nei mesi successivi al sisma?  
L’esposizione a un episodio violento, catastrofico e traumatico come il terremoto può portare a disturbi d’ansia, disturbi del comportamento, disturbi dell’affettività, paure, fobie e, nei casi più gravi, alla sindrome postraumatica da stress, caratterizzata da un’intensa paura e da un forte senso di impotenza.


Vale anche per i più piccoli?
I bambini potrebbero manifestare ansia per l’incolumità propria e dei loro familiari, ansia da separazione, disturbi della concentrazione, dell’alimentazione, del sonno, insieme a un diffuso malessere fisico.


Come reagire dinnanzi a una catastrofe di questo tipo per cercare di gestire ansie e paure?
Il disturbo post-traumatico da stress è l’inevitabile conseguenza di esperienze fortemente sconvolgenti come il terremoto. L’elaborazione delle emozioni negative connesse al sisma è fondamentale per ridurre l’incidenza dei sintomi. Determinante è il supporto di mediatori adeguati come psicologi, psichiatri, assistenti sociali, il cui intervento è indirizzato a stabilizzare la fase acuta, attenuare le risposte allo stress, mobilitare le risorse delle persone coinvolte, normalizzare e facilitare il recupero delle loro funzionalità. Perché questo tipo di sostegno possa realizzarsi non solo sul piano individuale, ma anche sul piano collettivo, l’attività di gruppo permette di condividere le paure raccontando, a ruota libera, le proprie esperienze e ascoltando quelle degli altri con empatia. Altrettanto terapeutici sono i momenti ludici e creativi come la scrittura e il disegno, utili valvole di sfogo per liberare l’ansia. La soluzione del problema è ancorata all’etimologia del verbo reagire: dal latino re-àgere, ossia opporre a una data azione un’azione contraria. Per riuscirci occorre passare attraverso tre differenti fasi: prendere coscienza di ciò che è accaduto, elaborare l’accaduto e agire progettualmente.


In questi casi quanto è importante affrontare e condividere la propria esperienza con l’aiuto di un esperto?
Il sostegno psicologico alle vittime è di fondamentale importanza per fronteggiare gli eventi distruttivi, durante e dopo il loro manifestarsi e per avviare percorsi di recupero dai traumi. Occorre una preparazione specifica degli operatori, chiamati a comprendere i fenomeni psicologici che si intrecciano nei contesti di crisi. Per fare questo i professionisti che intervengono sia in un'ottica clinica che psico-sociale, devono, per prima cosa, proteggere se stessi per poter aiutare le vittime e i sopravvissuti. La formazione degli esperti attinge, per questo motivo, alla psicologia dell’emergenza.

 

E per quanto riguarda i più piccoli, è giusto spiegare ai bambini  cosa sta succedendo?
È fondamentale che i genitori, per consolare i bambini, spieghino loro le ragioni del terremoto, nelle forme più semplici e più chiare, proprio come se stessero raccontando una fiaba: la storia della terra che trema a ogni spostamento sotterraneo e che poi assesta. Agli adulti, genitori, educatori, esperti spetta il compito di spiegare ai più piccoli non solo cos’è un terremoto, ma anche come  contenerne gli effetti, come prevenirli e come difendersi quando ci sono eventi così destabilizzanti, in modo da infondere ai bambini quanta più sicurezza possibile e dare spazio alla loro grande capacità, perfino innata, di avere coraggio.

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