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Il pianto che nasce dal nostro passato

Le lacrime dipendono dalla nostra personalità, dalle esperienze vissute, e fanno sentire subito meglio

Il pianto che nasce dal nostro passato

A chi non è mai capitato di piangere proprio mentre, davanti all’altare, i due sposini si scambiavano la promessa di amore eterno, perfino quando la coppia era semi sconosciuta?

Shoshana Bennett, psicologa clinica, sostiene che: “Le nostre reazioni sono basate sulle sensazioni evocate dentro di noi dalle scene a cui assistiamo, mentre siamo testimoni di un evento. E hanno poco o niente a che fare con le persone che sono davvero coinvolte”. E ancora: “Piangere o no, più che con la situazione che abbiamo davanti, ha a che fare con la nostra personalità e con le esperienze del passato. 
Ognuno di noi reagisce in modo diverso, ed è importante non giudicare più o meno opportuna la reazione. Non esiste un modo “giusto” o uno “sbagliato”, quando si parla di sentimenti”. In media, le donne piangono circa 64 volte l'anno, gli uomini, invece, solo 17. Inoltre, anche i cambiamenti ormonali fanno sì che le donne siano più portate alle lacrime. 

Secondo uno studio olandese che ha analizzato il comportamento di circa 200 donne, il pianto è un modo sano per liberare le emozioni: piangere può sollevare il morale, e, come rivela un’altra ricerca, 9 donne su dieci dicono di sentirsi meglio dopo essersi lasciate andare alle lacrime.
Uno studio israeliano ha confermato che piangendo si comunica la propria vulnerabilità agli altri. E, se qualcuno viene a confortarci, si rafforza il legame che ha con noi. Quando una donna non nasconde le lacrime, poi, sta dimostrando la sua fiducia. 

di Monica Coviello