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Piangere: è liberatorio e comunicativo

Non lasciatevi condizionare da imbarazzo e pregiudizi: le lacrime non sono una vergogna da nascondere, ma un’importante valvola di sfogo

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Piangere: è liberatorio e comunicativo

Gioia, rabbia, soddisfazione, malinconia. Sono solo alcune delle numerose emozioni in grado di far scoppiare in lacrime una persona. Però, troppo spesso, si fa di tutto pur di non piangere, per imbarazzo o perché ci sono pregiudizi che ci condizionano, ma è un errore. Il pianto è un importante mezzo per manifestare i nostri sentimenti, per liberarci di quello che abbiamo dentro e per recuperare l’equilibrio interno, utile per affrontare la vita con grinta ed energia.

 

Comunicare attraverso le lacrime

Manifestare le proprie emozioni è fondamentale. Oltre a essere molto faticoso, tenersi tutto dentro può risultare deleterio a livello psicologico: la mente ha bisogno di eliminare tutte le tensioni. Spesso, le parole non sono sufficienti e l’organismo reagisce piangendo. Dopo un successo personale, infatti, può essere liberatorio palesare la propria gioia attraverso il pianto per eliminare così lo stress accumulato. Piangere per dolore o per rabbia serve invece a impedire che i cattivi pensieri alberghino nella nostra testa. Le lacrime portano a galla l'angoscia, trasformandola in un'emozione più semplice da tollerare e da gestire.

Anche a livello fisico, non lasciarsi andare è dannoso. Alcune malattie, come l'ulcera, sono provocate proprio da un eccesso di emozioni o da un lungo periodo di forte stress.

 

Il pianto è una forma di linguaggio

Secondo alcune teorie, il pianto è un tipo di linguaggio che permette a un individuo di  comunicare con il mondo esterno, di far capire chi è, e che cosa prova in un particolare momento. Il nostro corpo ha a disposizione diversi linguaggi: la parola, i gesti, le espressioni. Tutti hanno la loro funzione e utilità. È importante, quindi, saperne fare buon uso. Spesso però per ragioni culturali si è costretti a sorridere e a trattenere la rabbia, cioè a nascondersi dietro una maschera. Questo ha portato a imparare a trattenere il pianto.

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