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Perché abbiamo paura della solitudine?

Stare da soli con noi stessi è una preziosa risorsa, ed è importante imparare a scoprirne i lati positivi

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Perché abbiamo paura della solitudine?

Cellulare, e-mail, facebook, twitter: siamo sempre in contatto con il mondo. Tuttavia riuscire a “interrompere” questo continuo  collegamento e ritrovare il senso dello “stare soli” è un dovere verso noi stessi. Stare soli, senza la presenza fisica o virtuale degli altri, è un’importante esperienza di colloquio interiore ed è la condizione indispensabile per la nascita di ogni pensiero critico e attività creativa. Nei momenti di solitudine emergono gli stati d’animo più profondi, a volte malinconici o ansiosi. Imparare ad accettare tutti gli aspetti insiti in questa condizione di separazione e distacco dagli altri è fondamentale per scoprirne i lati positivi: la solitudine ci dà la possibilità di confrontarci con i nostri segreti, di rimettere ordine nelle emozioni senza lasciarcene travolgere, con i ricordi che vorremmo cancellare e che invece ritornano, con la qualità delle relazioni che abbiamo instaurato nel tempo con gli altri. Eppure temiamo questi preziosi momenti di colloquio intimo.
La dottoressa Maria Gabriella Scuderi, psicologa e psicoterapeuta a Messina, ci spiega perchè.

 

La paura di rimanere da soli

«La solitudine ci fa paura perché siamo portati a considerare più le nostre debolezze che le nostre capacità. 
E stare da soli ci obbliga a fare i conti con i nostri limiti. Per imparare a stare da soli bisogna prima di tutto avere un buon rapporto con la propria persona, conoscere e apprezzare le proprie risorse, perché sono i nostri punti di forza più che le nostre fragilità che ci permettono di stare bene in solitudine», afferma la psicologa.
«Ma non è tutto. Non dobbiamo dimenticare che l’uomo è un animale sociale e lo stare soli non ci appare uno stato naturale. Sin da piccoli viviamo in un mondo fatto di relazioni continue: la mamma, la famiglia, la scuola… Se crescendo non si riesce a diventare davvero autonomi, consapevoli della propria individualità, allora non si riesce a capire e apprezzare la solitudine, anzi la si teme», afferma la dottoressa Scuderi. 

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