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Lapsus, gaffe e vuoti di memoria. Ecco da cosa scaturiscono

Sono spesso errori che rivelano una o più verità nascoste, ce lo spiega lo psicoterapeuta

Lapsus, gaffe e vuoti di memoria. Ecco da cosa scaturiscono

Le gaffe dei personaggi famosi ti divertono. Quando invece una cosa simile capita a te vorresti nasconderti per la vergogna… Un esempio: incontri un’amica che non vedi da tempo. Parli del più e del meno ma, poi, di colpo, sei irresistibilmente attratta dalla sua pancetta. "Quando nascerà il bambino?", chiedi sorridendo con complicità. Le ti fredda con lo sguardo. "Sì, in effetti sono un po’ ingrassata", borbotta a denti stretti e taglia corto. Panico totale. Poche cose sono così imbarazzanti come l’accorgersi di aver commesso una gaffe che, a prima vista, appare irrecuperabile.


Perché capita una simile caduta di stile?
«I motivi che ci spingono a commettere una gaffe sono di due tipi: biologici, legati alla struttura della mente o culturali, dovuti a ignoranza» spiega Carlo Lazzari, psicoterapeuta a Londra. Altro esempio di gaffe? Mangiare con le posate da pesce l’arrosto servito nel corso di una cena importante. «Attenzione, però non ci sono solo pasticci causati da stress o ignoranza. Più interessanti da capire sono le gaffe che hanno radici psicologiche, perché si tratta di verità che non vogliamo ammettere o che ci sfuggono se le nostre difese si allentano», aggiunge Lazzari.
È il classico meccanismo dei lapsus freudiani, cioè gli errori involontari in cui si cade quando si chiama una persona con il nome di un’altra o si dice una cosa volendo intenderne un’altra.


Gaffe, diverso da lapsus
Esempio: una signora, ricevendo la moglie di un parrucchiere, si scusa con lui per il grande specchio del salotto, che non stava bene perché faceva tanto negozio di coiffeur…. Questa è una gaffe, una sbadataggine, una dimenticanza causata da stress, un errore comportamentale dovuto a inesperienza o mancanza di tatto. I lapsus, invece, sono errori che rivelano una o più verità nascoste che arrivano direttamente dall’inconscio. Analizzarli è importante perché rappresentano il vero pensiero della persona che incappa in questi sbagli. Può succedere che a un’amica prossima alle nozze facciamo le condoglianze anziché le congratulazioni. La verità nascosta? Magari non ci piace l’idea che lei si sposi oppure abbiamo un matrimonio fallito alle spalle o ancora crediamo che la futura sposa non stia facendo la scelta giusta.



Vuoti di memoria: una censura volontaria

È vero, la memoria si indebolisce col passare del tempo. Ma si verificano anche dei fenomeni di "resistenza" o di "blocco volontario" di fronte a situazioni particolari. Hanno un significato preciso determinato dal contesto. Se una persona ti fa venire in mente un periodo doloroso della tua esistenza (problemi, screzi...) o un aspetto poco piacevole, allora il suo nome rischia di finire nel dimenticatoio. E se, ogni volta, scambi il suo nome con quello di un altro,  stai sottintendendo qualcosa di particolare?  Sì, se i due nomi hanno un suono completamente diverso (Marco, Giovanni) si tratta probabilmente di una confusione istintiva che ha generato un paragone, anche per via di un semplice dettaglio: il modo di vestirsi, il timbro di voce, un tic, un avvenimento già vissuto... Tu non te ne sei accorta, non hai notato questa somiglianza, ma il tuo inconscio lo ha fatto.

Può capitare che i vuoti di memoria nascondano dei periodi interi della tua vita. Come se la memoria censurasse le situazioni scomode o dolorose. «Non dimentichiamo niente, rimuoviamo solamente», afferma Lazzari. Ma il nostro inconscio si svela a frammenti attraverso sogni e sbadataggini…

 

Le soluzioni al problema
Chiedere scusa, sottolineando che la nostra annotazione era fuori luogo. Confessare la propria inesperienza o disattenzione, così sciogli la tensione e facilmente strapperai un sorriso a chi è stato colpito dal tuo errore.

di Annalisa Bacci (con la consulenza di Carlo Lazzari, psicoterapeuta a Londra)

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