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Il giocatore patologico

Vincere o perdere non ha un significato determinante. Ciò che conta è continuare il gioco… fino all’autodistruzione

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Il giocatore patologico

Con la consulenza del dott. Mattero Monego, psicologo, esperto in dipendenze, esercita a Milano

 

L’incapacità di resistere all’impulso di giocare, fare scommesse, puntare alla roulette tanto da essere totalmente assorbiti da questa esperienza, viene definita ludopatia. Alcuni psicologi ritengono che sia uno stato alterato di coscienza: chi entra in questa “zona” non può più fare a meno di giocare e desidera prolungare il più possibile la durata di questa condizione. Per questo la psichiatria recentemente sembra orientata a includere la ludopatia nelle “dipendenze senza sostanze”. Accade spesso che si investa nel gioco più di quello che le risorse economiche personali consentirebbero e che ci si allontani sempre più da quelli che possono essere considerati i normali impegni della vita. Nel giocatore la lontananza da slot, web-scommesse, pocker online, causa vere e proprie crisi di astinenza che lo portano a stati di forte nervosismo, depressione, ansia. Si arriva a dir bugie a parenti e amici per coprire il proprio impulso, e a chiedere somme di denaro in prestito per puntare e fare nuove giocate.

 

Come si manifesta lo stato di dipendenza

Uno dei primi segnali d’allarme è quello di trascurare le proprie occupazioni e i rapporti di amicizia: si perde gradualmente la capacità di auto-limitare il tempo riservato al gioco. Contemporaneamente aumentano gli auto-inganni: “Gioco per recuperare quello che ho perso”; “perché la mia famiglia avrebbe bisogno di una bella vincita”, “per offrire la pizza ai miei amici”. Il giocatore patologico manifesta anche un’alterazione della percezione del tempo: mentre gioca non si rende conto che le ore passano. Spesso, inoltre, non si stacca da slot, pc, tablet nemmeno per mangiare, bere o andare al bagno, rimanendo come ipnotizzato dinnanzi al videopoker o alla roulette. Si rifiuta di abbandonare la propria postazione per la paura di perdere il momento propizio per agguantare la vincita, isolandosi da ciò che lo circonda. Di fronte alla perdita di denaro, il dipendente da gioco non smette, anzi continua con maggior accanimento nel tentativo di avere successo, si isola e spesso manifesta segni visibili di stanchezza e un aspetto trascurato. A ciò si associano alterazioni del ritmo sonno-veglia e consumo di alcol.

 

Segnali d’allarme

  • Mettere in secondo piano le proprie normali occupazioni, il lavoro, la cura della famiglia, lo studio, per dedicarsi al gioco.
  • Giocare più tempo di quello programmato e non smettere quando si vince.
  • Continuare finché sono spariti tutti i soldi, aumentare la posta in gioco puntando cifre sempre più alte, trascurare i rapporti sociali e familiari.
  • Dedicare più tempo alle slot di quello speso per parenti e amici; essere irritabile quando si tenta di smettere di giocare; pensare di poter recuperare le perdite “contando” su supervincite.
  • Ricorrere sistematicamente alla bugia verso familiari, conoscenti, medici o psicologi. Quello che viene negato è non solo l’impulso irrefrenabile a giocare ma anche la quantità di denaro perso e la frequenza delle giocate. 

 

Più fragili gli adolescenti

Gioca oltre mezzo milione di minorenni. A lanciare l’allarme è l’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa. Tra i giochi più gettonati ci sono poker, scommesse sportive, gratta e vinci. C’è di più. Grazie alle nuove tecnologie si può giocare sempre e ovunque: dopo il computer sono gli smartphone e i tablet la nuova frontiera dei biscazzieri under18. Si chiama m-gambling dove la “m” sta per mobile. Perché il gioco affascina così tanto gli adolescenti? “L’età compresafra i 14 e i 22 anni è caratterizzata da una forte fragilità e dalla notevole influenza esercitata dal pensiero magico infantile. E il gioco d’azzardo risponde perfettamente a questa struttura logica secondo cui è sufficiente credere che un desiderio diventi realtà per vederlo davvero realizzato” spiega il dottor Monego. L’Unità operativa di Neuropsichiatriainfanzia e adolescenza del Policlinico di Milano evidenzia che sta aumentando il numero dei giovani incapaci di distinguere giochi sociali ed’azzardo. Diversità sostanziale: perché nell’azzardo si mettono in palio denaro o oggetti di valore e la posta, una volta scommessa, è irreversibile.

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