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Eiaculazione precoce. Il problema e le soluzioni

La reazione della donna è spesso un senso di colpa. Che con il tempo può segnare la relazione. Ma la soluzione esiste…

Eiaculazione precoce. Il problema e le soluzioni

"È un egoista. Non gliene importa niente di me!". La prima reazione di una donna a un rapporto sessuale troppo veloce e precocemente interrotto è il senso di colpa, di crollo dell’autostima, di frustrazione. E così, spiega l'andrologo Vincenzo Gentile, presidente della Società italiana di andrologia (Sia): “La voglia cala, l'ansia cresce, e la prossima volta sarà ancora più veloce". È l’inizio di un declino, della fine di un amore… Ma quasi sempre la donna non ne parla: per non umiliare il suo uomo, per insicurezza, per pudore. O perché crede che sia una condizione normale, mentre l’eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale maschile più frequente. L’Eiaculazione precoce congenita secondo la medicina si ha "quando si manifesta fin dalle prime esperienze sessuali dell'adolescenza, anche con la masturbazione, e con tutte le partner. Con l'esperienza, in genere, si impara a controllarsi. C'è però chi non ci riesce”, spiega Vincenzo Mirone, Segretario della Società italiana di urologia (Siu). Esiste, poi, l’eiaculazione precoce secondaria che può essere provocata dalla scarsa frequenza di rapporti, per esempio, dopo la nascita di un bambino, da un'infiammazione della prostata o da un'infezione delle vie seminali. Solo lo specialista può fare una diagnosi precisa. Per la statistica, la "durata" media di un uomo sano è di 4-6 minuti dalla penetrazione. "La donna può giocare un ruolo chiave nell'affrontare il problema”, sottolinea Rossella Nappi, ginecologa ed endocrinologa della Fondazione Maugeri di Pavia. "Lei può convincere lui ad andare dall'andrologo o dall'urologo per trovare una soluzione". E in effetti, è grazie alla partner che, in tre casi su quattro, gli uomini arrivano dal medico, perché di propria iniziativa non lo fanno. 

 

Gli esami da fare

Alla diagnosi di eiaculazione precoce si arriva con una visita andrologica e un'accurata anamnesi sessuologica, completata da esami strumentali”, spiega Giovanni Alei, Presidente Società Italiana di Chirurgia Genitale Maschile.

VIRICARE:

indotta al paziente un'erezione farmacologica, viene effettuata una stimolazione vibratoria della superficie ventrale del pene. Se il paziente avrà un'eiaculazione entro 10 minuti, l'esame depone per causa organica e non psicogena.

GSA (genito sensory analyzer):

metodo con il quale si indagano le vie nervose genitali del pene, studiando come vengono condotti gli stimoli relativi alle vibrazioni e alle sensazioni di caldofreddo: il riscontro di ipersensibilità individua la causa organica di eiaculazione precoce. (Presso Policlinico Umberto I di Roma, Centro di Chirurgia Genitale diretto dal prof. Alei e Ospedale San Raffaele di Milano).

GLANDIS TEST:

ideato dal prof. Alei, permette di diagnosticare se il disturbo non è di tipo psicologico, ma dovuto alla percezione del glande. (Presso il Policlinico Umberto I di Roma).

 

Le soluzioni mediche

Il meccanismo dell'eiaculazione è governato dal sistema nervoso centrale, attraverso diversi neurotrasmettitori. In particolare, è l’aumento dei livelli di serotonina a ritardarla: ecco perché viene curata, oltre che con terapie psicosessuologiche, con farmaci che aumentano la serotonina. Oggi c’è una pillola ad hoc, il primo farmaco approvato dall'Agenzia europea per la cura dell'eiaculazione precoce: il principio attivo si chiama dapoxetina e agisce aumentando la disponibilità della serotonina nel cervello e quindi la capacità di autocontrollo dell'uomo. Si acquista in farmacia su prescrizione medica, e va assunto 1-2 ore prima del rapporto sessuale. Viene assorbito rapidamente dall'organismo, con il duplice vantaggio di poter essere preso solo al bisogno e senza alterazioni del tono dell'umore.

 

 

 

 

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