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Donne: come evitare di essere perfette e vivere in armonia con sé

Wonder woman multitasking: questo chiede la società alla donna moderna, che di conseguenza è tre volte più depressa degli uomini. Dallo psicoterapeuta, le regole contro la perfezione, escludendo i sensi colpa: “L’eccesso di perfezionismo è nocivo'

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Donne: come evitare di essere perfette e vivere in armonia con sé

A cura di Giovanni Porta, psicologo e psicoterapeuta di orientamento gestaltico, esperto di poesia e di teatro. Vive e lavora tra Roma e Milano - giovanniporta74@gmail.com

 

Wonder Woman multitasking, ecco quello che sempre più spesso chiede la società alle donne moderne. E le conseguenze possono essere pesanti. Come mostrano i dati sull’incidenza di problematiche psicologiche, le donne sviluppano sintomi depressivi con una frequenza da due a tre volte superiore rispetto agli uomini. Idem per l’ansia e gli attacchi di panico, la cui incidenza è maggiore di quasi quattro volte riguardo l’emisfero maschile, arrivando addirittura ad essere 20 volte più elevata in riferimento ai disturbi alimentari (anoressia, bulimia, abbuffate compulsive). Non è un caso se proprio l’anoressia è il male nel quale la sua stessa causa, il perfezionismo, occupa un ruolo centrale.

 

L’origine dei problemi

Tutta colpa della perfezione: tendere al perfezionismo, aspirazione tipica del mondo femminile, ha infatti una grande responsabilità riguardo la depressione femminile, specialmente laddove sono radicati quei residui della cultura maschilista che nega agli uomini la possibilità di dividere al 50% faccende ed incombenze domestico-familiari.

Diverse ricerche di psicologia attestano come le donne siano maggiormente predisposte, rispetto agli uomini, a giudicarsi con severità sia in ambito lavorativo che familiare. In altre parole, arrivate finalmente a casa dopo ore e ore di lavoro, non riescono a rilassarsi pensando di non stare facendo abbastanza: non essere abbastanza materne, amorevoli, affascinanti, piene di cura ecc. In una parola: sentono di non essere abbastanza perfette. "Nella mia esperienza clinica - spiega lo psicologo e psicoterapeuta Giovanni Porta -, ho notato come uno degli elementi che maggiormente conduce le persone ad essere infelici è proprio l’eccesso di perfezionismo: la tendenza a pretendere troppo da se stessi, non accettando fallimenti e imperfezioni inevitabilmente umane. La raggiunta parità di genere ha portato molte donne al sovraccarico: 'poiché oggi possiamo fare tutto, le donne si sono convinte che devono fare tutto'”. Ed è così che prende forma la generazione di donne multitasking, costantemente impegnate a inseguire standard elevatissimi, in ogni parte della loro vita.

 

Da bambine giudiziose a wonder woman 

L’origine di un atteggiamento perfezionista va ricercata nell’educazione ricevuta, per la quale spesso sono state imposte alle bambine richieste eccessive: sviluppare un forte senso empatico (“devi essere buona”), unitamente ad una alto livello di efficienza (“sii brava”), e di ubbidienza ai dettami genitoriali (“sii ubbidiente”).

In cento anni la posizione delle donne è radicalmente cambiata e anche il loro carico di impegni, permettendo loro di raggiungere posizioni di eccellenza nella società e nel mondo del lavoro. Successo, certo, ma anche maggiori responsabilità, senza mai venir meno ai lavori che, per tradizione, gli competono. “A livello di sostenibilità psicologica - continua lo psicoterapeuta -, la conquista dei sacrosanti diritti che ha portato le donne ad avere la possibilità di rivestire posizioni di eccellenza nella società e nel mondo del lavoro non ha significato solo un miglioramento nelle loro esistenze, ma anche un ulteriore carico di lavoro. È esperienza comune entrare in contatto con donne che lavorano a tempo pieno e che, una volta tolto il tailleur, diventano madri affettuose che portano i figli qua e là, mogli attente che si occupano della casa e ricordano ricorrenze, amiche e confidenti di tutta la famiglia. Il tutto, naturalmente, con la necessità di non smettere mai di essere attraenti e femminili". Da qui la nascita delle attuali wonder woman multitasking. Il problema, però, è che con il crescere dell’impegno fuori casa, la mole dell’investimento di energie all’interno del contesto familiare si è ridotto poco o nulla.

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