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Prevenzione Alzheimer: no al fumo, ok a dieta sana, attività fisica e intellettuale, controllo ipertensione e diabete

In occasione della XXI Giornata Mondiale Alzheimer che si celebra domenica 21 settembre, diffusi dalla Federazione Alzheimer Italia i dati del Rapporto Mondiale Alzheimer 2014

Prevenzione Alzheimer: no al fumo, ok a dieta sana, attività fisica e intellettuale, controllo ipertensione e diabete

Il diabete può aumentare il rischio di demenza del 50%. Il suo controllo, insieme a quello dell’ipertensione e all’astinenza dal fumo, per contenere così il rischio cardiovascolare, possono ridurre le probabilità di comparsa della demenza anche in una fase avanzata della vita.

L’astinenza dal fumo risulta strettamente legato a una riduzione del rischio di demenza:  gli studi sull’incidenza della demenza tra soggetti dai 65 anni in su dimostrano che gli ex-fumatori presentano un rischio simile a chi non ha mai fumato, mentre per coloro che continuano a fumare il rischio risulta essere molto più elevato.

Obesità e scarsa attività fisica sono importanti fattori di rischio di diabete e ipertensione e, come tali, dovrebbero essere oggetto di attenzione. Il rischio cardiovascolare è in fase di miglioramento in molti Paesi ad alto reddito, ma in vari Paesi a reddito medio-basso si osserva una crescita dei fattori di rischio cardiovascolare, con un’incidenza crescente di diabete, cardiopatie e ictus.

Inoltre, i soggetti che hanno avuto migliori opportunità d’istruzione presentano un rischio di demenza più basso in età avanzata, nello specifico, chi arriva in questa fase della vita con un cervello meglio sviluppato e più sano ha maggiori probabilità di vivere una vita più lunga, più felice e più autonoma e un rischio minore di demenza. È importante favorire la salute del cervello per tutta la vita, ma soprattutto nella parte centrale, in quanto le alterazioni cerebrali possono avere inizio anche alcuni decenni prima della comparsa dei sintomi.

Questi, in sintesi, i dati relativi al Rapporto Mondiale Alzheimer 2014, intitolato “Demenza e riduzione del rischio: analisi dei fattori di protezione modificabili” e presentato in questi giorni dalla Federazione Alzheimer Italia, rappresentante per l’Italia di ADI (Alzheimer’s Disease International), la federazione internazionale che raggruppa 84 associazioni che si occupano di Alzheimer in tutto il mondo.

Lo studio viene diffuso in occasione della XXI Giornata Mondiale Alzheimer, che si celebra il prossimo 21 settembre, durante il Mese Mondiale Alzheimer, campagna internazionale di sensibilizzazione per contrastare l’emarginazione sociale legata alla malattia.

“Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2014 presenta una importante analisi critica dei potenziali fattori di rischio di demenza relativamente a quattro ambiti principali: evolutivo, psicologico e psicosociale, legato allo stile di vita e cardiovascolare”, commenta Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia. “Inoltre, e prima di tutto, il Rapporto chiede che la demenza sia inserita nei Piani nazionali di salute pubblica al pari di altre importanti malattie non trasmissibili. In Italia il 27 giugno di quest’anno il Piano Demenze è stato presentato al Ministro della Salute Lorenzin. E il 14 novembre si terrà presso il Ministero la Conferenza Internazionale sulla Demenza cui partecipa anche la Federazione Alzheimer Italia. Auspico che il Piano entri in vigore al più presto per aiutare i malati e i loro familiari e rappresenti il primo passo per la creazione di una rete di servizi indispensabile”.

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