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I più diffusi disturbi dell’apprendimento

Un bambino su cinque ha difficoltà a scuola: per aiutarlo, occorre riconoscere il suo problema specifico

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I più diffusi disturbi dell’apprendimento

Con la consulenza della dott.ssa Maria Luigia Augello, psicoterapeuta dell’età evolutiva, specialista in psicoterapia cognitiva

 

Secondo uno studio dell’Osservatorio Nazionale di Firenze, i bambini che accusano problemi di rendimento a scuola hanno caratteristiche simili: bassa autostima, paura del fallimento, ansia nell’eseguire i compiti, insicurezza nell’esprimere le proprie opinioni. Tanti mostrano poca perseveranza nello studio e tendono a trascurare il lavoro assegnato non appena si presenta un problema; in genere non hanno buoni rapporti con i coetanei e stringono amicizie con chi ha le loro stesse difficoltà. Hanno problemi di relazione anche con i loro genitori e con gli insegnanti e manifestano spesso atteggiamenti ostili, di chiusura, pigrizia e apatia. Alcuni presentano invece difficoltà molto focalizzate nella lettura, nella scrittura, nel calcolo e nell’attenzione non dovute a generici fattori sociali, psicologici o emozionali bensì a vere e proprie alterazioni neurobiologiche. In questi casi avremo vari tipi di disturbi: la dislessia che consiste nella difficoltà di leggere velocemente e correttamente ad alta voce; la disgrafia, l’incapacità di riprodurre lettere e numeri e la discalculia, una sorta di blocco che impedisce di comprendere ed eseguire i calcoli. Gli psicologi parlano anche di altri problemi come i deficit di attenzione caratterizzato da tre sintomi principali: iperattività (il bambino fa fatica a stare seduto composto), impulsività e disattenzione.

 

Le cause

L’apprendimento è mettersi alla prova e può sollecitare disorientamento e paura di deludere i genitori o gli insegnanti. Il bambino ha un’immagine delle proprie potenzialità costruita nel tempo: c’è chi ha fiducia in sé e nelle proprie capacità di affrontare i problemi e chi di fronte a un impegno si sente sopraffatto. Se le persone che si sono occupate del bambino fin da piccolo hanno saputo renderlo interessato a esplorare l’ambiente, questo bagaglio connoterà il suo atteggiamento di scolaro. Se al contrario il bambino ha percepito fin dalla prima infanzia di essere oggetto di svalutazione, può sentirsi scarsamente capace e degno di fiducia da parte di chi lo circonda. Ci possono poi essere cause che riguardano le connessioni cerebrali. In alcuni casi c’è la preferenza a usare solo uno dei due emisferi. Se si utilizza troppo il cervello “try” (emisfero sinistro) non si ha sufficiente capacità di elaborare una sintesi. Quando si attiva eccessivamente il cervello “reflex” (emisfero destro) è difficile concentrarsi. Queste cause rendono indispensabile il lavoro con uno specialista che opera per colmare le carenze.

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